Dare al testo il tempo di parlare
Prima di cercare ciò che il Vangelo dice alla tua situazione, ascolta ciò che racconta. Chi parla? A chi si rivolge Gesù? Che cosa accade prima e dopo? Queste domande elementari ci aiutano a rispettare il testo e a non usarlo soltanto per confermare ciò che già pensiamo.
Leggi il brano senza fretta, possibilmente una seconda volta. Fermati su una parola o su un gesto, tenendo presente l’insieme del racconto. La Scrittura si comprende nella comunione della fede della Chiesa, con umiltà e desiderio di imparare.
Dall’ascolto al dialogo
La meditazione diventa preghiera quando ci rivolgiamo al Signore a partire da ciò che abbiamo ascoltato. Possiamo ringraziare, chiedere luce, riconoscere una resistenza o affidare una ferita. Non occorre cercare parole ricercate: occorre essere sinceri.
Se un passaggio rimane difficile, non forzarlo. Un commento affidabile può chiarirne il contesto e il significato; ciò che oggi non comprendiamo può diventare l’inizio di una ricerca paziente.
Una risposta possibile, oggi
Domandati quale gesto possa dare seguito all’ascolto: riconciliarti con qualcuno, dedicare attenzione a una persona trascurata, rinunciare a una parola ingiusta. Un proposito piccolo e preciso può custodire meglio la Parola di un entusiasmo destinato a svanire.
UNA PREGHIERA PERSONALE
Per concludere, davanti al Signore.
Signore Gesù, apri la mia mente alla tua Parola e rendi disponibile il mio cuore. Fa’ che ciò che ascolto diventi luce per le mie scelte e amore concreto per le persone che mi affidi. Amen.
Testo di preghiera personale proposto da Radio TV Pater; non sostituisce i testi della Liturgia delle Ore.Prenditi un momento di silenzio. Quale parola desideri portare con te oggi?
