Il comitato della Masjid Abdullahi Bin Zubbair afferma di aver vietato l’uso dei sermoni per la rielezione del presidente Tinubu; Dahiru Abubakar nega di aver fatto campagna.
La decisione del comitato
Il comitato di gestione della Masjid Abdullahi Bin Zubbair, nel quartiere Madina della città di Bauchi, nel nord-est della Nigeria, ha rimosso l’imam Dahiru Abubakar. Il presidente del comitato, Abubakar Jibrin, ha sostenuto che l’imam avesse usato interventi successivi alle preghiere per difendere e promuovere la rielezione del presidente Bola Ahmed Tinubu nel 2027.
Secondo Premium Times e Trust Radio, la decisione è arrivata dopo ripetuti avvertimenti e dopo un nuovo intervento seguito alla preghiera dell’alba di domenica 18 ottobre. Il comitato ha affermato di voler impedire che la moschea o lo spazio antistante diventassero luoghi di riunione politica. Ha inoltre respinto una proposta attribuita all’imam di rinominare l’edificio in onore di Tinubu.
La versione dell’imam
Abubakar contesta la qualificazione delle sue parole come campagna elettorale. Ha spiegato di aver invitato i fedeli a non attribuire automaticamente al presidente ogni problema di insicurezza o di economia, descrivendo la crisi in termini religiosi ed escatologici. La divergenza è quindi anche sull’interpretazione del sermone, non soltanto sulla legittimità della sanzione.
La cautela è indispensabile perché le accuse provengono dal comitato e l’imam le nega. Le fonti consultate riportano dichiarazioni dirette delle due parti, ma non pubblicano registrazioni complete dei sermoni. Per questo l’articolo non attribuisce come fatto provato una campagna elettorale: il fatto verificato è la rimozione, motivata formalmente dal comitato con l’asserito uso politico del luogo di culto.
Autonomia religiosa e politica
Le moschee nigeriane hanno strutture di gestione diverse e la decisione non equivale a un provvedimento del governo federale né a una presa di posizione dell’intero islam nigeriano. Riguarda una comunità locale di Bauchi. Distinguere il comitato della moschea, l’imam e lo Stato evita di trasformare un conflitto interno in una generalizzazione sulla religione o sulle istituzioni pubbliche.
L’episodio apre comunque una questione più ampia: come proteggere l’autonomia del sermone religioso senza trasformare il minbar in una tribuna elettorale. In una Nigeria attraversata da forti tensioni politiche e confessionali, trasparenza delle regole interne e possibilità di replica sono decisive. Eventuali ricorsi, mediazioni o nomine di un nuovo imam costituiranno sviluppi distinti da verificare.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- Premium Times, dichiarazioni del comitato e replica dell’imam, 22 ottobre 2026
- Trust Radio, riscontro locale sulla rimozione, 22 ottobre 2026
- The Legal Observer, conferma delle dichiarazioni del comitato, 22 ottobre 2026
Data dei fatti: 22 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
