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Leone XIV: la pena di morte ferisce la dignità e chiude la possibilità della redenzione

Nella Giornata mondiale contro la pena di morte, il Papa ribadisce che la tutela della società e le esigenze della giustizia non richiedono l’esecuzione del colpevole.

Redazione Radio TV Pater 2 min di lettura
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Nella Giornata mondiale contro la pena di morte, il Papa ribadisce che la tutela della società e le esigenze della giustizia non richiedono l’esecuzione del colpevole.

Un richiamo nella Giornata mondiale

Leone XIV ha ribadito oggi, 10 ottobre, il rifiuto cattolico della pena di morte. In un messaggio diffuso attraverso il suo account ufficiale nella Giornata mondiale dedicata al tema, il Papa ha affermato che la pena capitale è inammissibile perché colpisce la dignità inviolabile della persona. La notizia e il testo dell’intervento sono stati riportati dal portale ufficiale Vatican News.

Il Pontefice distingue la condanna del delitto dalla soppressione del colpevole. La società possiede strumenti di detenzione capaci di proteggere i cittadini e di far rispettare la giustizia senza eliminare definitivamente la possibilità di pentimento e redenzione. Non viene quindi negato il dovere dello Stato di difendere le persone, né viene minimizzata la gravità dei crimini.

Giustizia senza trasformare la morte in spettacolo

L’intervento arriva mentre negli Stati Uniti è in discussione l’esecuzione di Nidal Hasan, condannato per l’uccisione di tredici persone e il ferimento di altre trentadue a Fort Hood nel 2009. Vatican News riferisce che l’esecuzione, programmata per il 3 dicembre 2026 e suscettibile di ulteriori passaggi giudiziari, dovrebbe avvenire mediante fucilazione e potrebbe essere trasmessa in diretta.

Il cardinale Pietro Parolin ha giudicato inaccettabile trasformare la morte in spettacolo. Anche l’arcivescovo Paul Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, ha chiesto di riconsiderare la decisione. Queste prese di posizione non cancellano le vittime e non giustificano l’autore del massacro. Contestano che un’altra morte, resa pubblica, possa riparare il male o rafforzare moralmente la comunità.

La continuità dell’insegnamento ecclesiale

La posizione richiamata da Leone XIV corrisponde al numero 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica, riformulato nel 2018. Il testo riconosce che in passato la pena capitale è stata ritenuta una risposta possibile in determinate condizioni, ma osserva che oggi esistono sistemi di detenzione efficaci e una comprensione più profonda della dignità che non viene perduta neppure dopo crimini gravissimi. Per questo la Chiesa ne insegna l’inammissibilità e si impegna per l’abolizione.

Resta indispensabile la vicinanza alle vittime, ai sopravvissuti e alle loro famiglie. Opporsi alla pena di morte non significa chiedere loro di dimenticare o di riconciliarsi secondo tempi imposti dall’esterno. Significa rifiutare che la giustizia venga confusa con la vendetta e lavorare perché sicurezza, verità, responsabilità e possibilità di conversione possano coesistere.

Fonti e documentazione

Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.

  1. Vatican News, Leone XIV contro la pena di morte, 10 ottobre 2026
  2. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2267
  3. Sala Stampa della Santa Sede, nuova redazione del n. 2267, 2 agosto 2018

Data dei fatti: 10 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .

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