SANTA SEDE

Leone XIV chiama Zelensky: un nuovo passo per portare aiuti a Oleshky

Dopo il colloquio con Vladimir Putin del 16 ottobre, il Papa ha parlato con il presidente ucraino e ha chiesto la collaborazione delle due parti per soccorsi ed evacuazioni sicure.

Redazione Radio TV Pater 2 min di lettura
Strumenti di lettura

Dopo il colloquio con Vladimir Putin del 16 ottobre, il Papa ha parlato con il presidente ucraino e ha chiesto la collaborazione delle due parti per soccorsi ed evacuazioni sicure.

Il nuovo colloquio con il presidente ucraino

Papa Leone XIV ha avuto il 19 ottobre un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La Sala Stampa della Santa Sede ha indicato come centro della conversazione la grave situazione umanitaria di Oleshky, nella regione di Kherson. Il Pontefice ha richiamato la necessità che cibo e medicinali possano raggiungere la popolazione e che i civili intenzionati a lasciare la città possano farlo volontariamente e in sicurezza.

La notizia è un nuovo sviluppo, distinto dalla telefonata del 16 ottobre con il presidente russo Vladimir Putin già raccontata da Radio TV Pater. In quel primo colloquio Leone XIV aveva formulato la richiesta di una tregua umanitaria. Tre giorni dopo ha portato lo stesso dossier al presidente dell’Ucraina, chiedendo esplicitamente la collaborazione di entrambe le parti. Il comunicato vaticano non attribuisce accordi già raggiunti né annuncia l’apertura di corridoi: registra una proposta e un auspicio, non un esito operativo.

Un’iniziativa rivolta a entrambe le parti

La sequenza delle due telefonate chiarisce il metodo seguito dalla Santa Sede: rivolgersi ai responsabili dei due Paesi coinvolti e mantenere la richiesta sul terreno strettamente umanitario. L’obiettivo indicato è limitato ma urgente: permettere l’arrivo degli aiuti e l’evacuazione sicura dei civili. Nel testo ufficiale non compaiono valutazioni militari, proposte territoriali o attribuzioni di responsabilità per la situazione sul campo.

Vatican News, nel riferire il colloquio, ha sottolineato la continuità con la chiamata a Putin e con l’azione diplomatica vaticana per tenere aperti canali di dialogo. Il punto verificato resta tuttavia quello contenuto nel comunicato della Sala Stampa: il Papa ha chiesto cooperazione e ha ribadito l’impegno della Santa Sede per il dialogo e la pace. Qualsiasi successivo accesso di convogli o movimento della popolazione dovrà essere confermato da fonti operative competenti.

Che cosa resta da verificare

Il valore della nuova telefonata sta nell’aver trasformato l’appello del 16 ottobre in un contatto bilaterale parallelo. Leone XIV non si è limitato a ripetere pubblicamente una richiesta: l’ha presentata separatamente ai presidenti russo e ucraino, indicando le medesime finalità umanitarie. È un elemento diplomatico concreto, pur senza garanzia di risultato.

Le prossime verifiche riguarderanno l’eventuale risposta delle autorità, la possibilità di una pausa locale nei combattimenti e l’accesso effettivo di organizzazioni umanitarie. Fino ad allora è corretto parlare di una richiesta papale e non di una tregua concordata. La distinzione è essenziale per non trasformare un’iniziativa di mediazione in un fatto ancora non avvenuto.

Fonti e documentazione

Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.

  1. Sala Stampa della Santa Sede, colloquio con il presidente dell’Ucraina, 19 ottobre 2026
  2. Vatican News, Leone XIV al telefono con Zelensky, 19 ottobre 2026
  3. Sala Stampa della Santa Sede, colloquio con il presidente della Federazione Russa, 16 ottobre 2026

Data dei fatti: 19 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .

Segnala un errore nella notizia → Torna alle notizie

Notizie correlate e precedenti