Nella Messa in Piazza San Pietro il cardinale ha pronunciato l’omelia preparata da Leone XIV, con un invito ad accompagnare le famiglie fragili senza giudicarle.
La celebrazione conclusiva in Piazza San Pietro
Mercoledì 14 ottobre 2026, alle ore 10, il cardinale Luis Antonio Tagle, decano del Collegio cardinalizio, ha presieduto in Piazza San Pietro la Messa che ha concluso le celebrazioni per il decimo anniversario dell’esortazione apostolica Amoris laetitia. Durante la liturgia ha pronunciato l’omelia preparata da Leone XIV. La circostanza distingue questo appuntamento dalle giornate di apertura: non si tratta dell’annuncio di un programma, ma della celebrazione conclusiva e della consegna pastorale maturata nel cammino del decennale.
La Santa Sede ha inoltre riferito che, nel corso della celebrazione, è stato manifestato pubblicamente il mandato pontificio che esprime la comunione ecclesiastica al patriarca caldeo di Baghdad, Polis III Nona, presente alla Messa. Un gesto che ha inserito la riflessione sulla famiglia nel più ampio orizzonte della comunione tra le Chiese e della testimonianza cristiana.
La carità come forma della vita familiare
L’omelia ha assunto come chiave il tredicesimo capitolo della Prima lettera ai Corinzi. La famiglia è stata presentata come il luogo ordinario nel quale si impara l’amore attraverso la pazienza, il perdono, la fedeltà e il servizio. Non una rappresentazione idealizzata della casa, ma una vocazione che cresce in gesti quotidiani e attraversa inevitabilmente limiti, fatiche e riconciliazioni.
Il testo ha ricordato i frutti di Amoris laetitia e ha chiesto alla Chiesa di essere una “famiglia di famiglie”. Questo comporta sostenere i giovani che si preparano al matrimonio, accompagnare i genitori nel compito educativo, non lasciare soli gli anziani e stare accanto alle famiglie ferite o in crisi. L’accompagnamento, secondo l’omelia, non può assumere il tono del giudizio dall’esterno: deve aiutare le persone a riconoscere la presenza e l’azione della grazia nelle loro situazioni reali.
Preghiera, domenica e custodia della vita
Tra le indicazioni concrete compaiono la preghiera in famiglia e la partecipazione all’Eucaristia domenicale. La casa cristiana non sostituisce la comunità ecclesiale e la parrocchia non sostituisce i legami domestici: entrambe sono chiamate a sostenersi. Pregare insieme educa ad ascoltarsi, a chiedere perdono e a portare davanti a Dio ciò che non si riesce a risolvere da soli.
L’omelia ha richiamato anche la custodia della vita dal concepimento fino alla morte naturale. Nel contesto familiare questa responsabilità comprende l’accoglienza dei bambini, la vicinanza ai malati, il rispetto degli anziani e l’attenzione a chi vive fragilità materiali o relazionali. La conclusione del decennale, dunque, non chiude un dossier: affida alle Chiese locali il compito di trasformare l’insegnamento in percorsi di preparazione, ascolto, sostegno e preghiera capaci di raggiungere le famiglie così come sono.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
Data dei fatti: 14 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
