L’arcivescovo Paul Coakley, presidente della Conferenza episcopale, ha chiesto di riconsiderare la trasmissione in diretta dell’esecuzione di Nidal Hasan, senza attenuare la gravità dei delitti per i quali è stato condannato.
La richiesta del presidente della Conferenza episcopale
Il presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, l’arcivescovo Paul S. Coakley, ha chiesto al governo statunitense di riconsiderare la decisione di trasmettere pubblicamente in diretta l’esecuzione mediante plotone di esecuzione di Nidal Hasan. Il comunicato episcopale è stato pubblicato il 9 ottobre 2026 dopo l’annuncio governativo riferito dalla stessa Conferenza.
Hasan è stato condannato per l’uccisione di tredici persone e il ferimento di altre trentadue nell’attacco compiuto a Fort Hood, in Texas, nel 2009. Coakley precisa che le sue azioni non possono in alcun modo essere giustificate. L’opposizione all’esecuzione non riduce quindi la responsabilità per il male commesso, né cancella il dolore delle vittime, dei sopravvissuti e delle loro famiglie.
Una pena trasformata in evento pubblico
Il punto specifico della dichiarazione riguarda anche la trasformazione dell’esecuzione in spettacolo pubblico. Secondo l’arcivescovo, diffondere in diretta la morte di una persona aggraverebbe una cultura che risponde alla violenza con altra violenza e ferirebbe ulteriormente la coscienza collettiva. Il presidente della USCCB invoca invece la scelta della vita anche nelle circostanze più difficili.
Il comunicato non propone impunità. La giustizia deve riconoscere il male, proteggere la società e prendere sul serio le sofferenze provocate. La distinzione cattolica è fra la necessità della pena e la soppressione definitiva del colpevole. Anche chi ha commesso crimini gravissimi conserva una dignità che non deriva dall’innocenza, ma dall’essere persona.
Il Catechismo e il richiamo di Leone XIV
La nuova formulazione del numero 2267 del Catechismo insegna che la pena di morte è inammissibile perché lede l’inviolabilità e la dignità della persona e impegna la Chiesa per la sua abolizione. Il testo collega questa posizione anche alla possibilità di proteggere i cittadini mediante sistemi di detenzione che non escludano definitivamente la redenzione del reo.
Leone XIV ha ripreso lo stesso principio il 24 aprile 2026, in un videomessaggio per il quindicesimo anniversario dell’abolizione della pena capitale in Illinois. Il Papa ha affermato che bene comune e giustizia possono essere tutelati senza ricorrere all’esecuzione. L’appello dei vescovi statunitensi si colloca in questa linea e aggiunge una preoccupazione precisa: la morte inflitta dallo Stato non deve diventare un prodotto da mostrare. La Conferenza non indica nel comunicato una nuova decisione governativa; resta quindi da verificare se la richiesta sarà accolta.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- United States Conference of Catholic Bishops, statement of Archbishop Paul S. Coakley, 9 ottobre 2026
- Santa Sede, nuova redazione del n. 2267 del Catechismo sulla pena di morte
- Leone XIV, videomessaggio sull’abolizione della pena di morte in Illinois, 24 aprile 2026
Data dei fatti: 9 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
