Effetti della purezza di cuore Unione divina per mezzo della contemplazione
La pratica di questi consigli farà nascere in te la madre e la custode d'ogni virtù, l'umiltà, la quale alla sua volta ti renderà capace della contemplazione divina purificando il tuo cuore da ogni pensiero superfluo.
Infatti, quando l'uomo si ripiega sopra la propria bassezza, si disprezza, si riprende, si detesta, considera il suo nulla e giunge a dispiacere profondamente a se stesso; allora si occupa così bene degli affari dell'anima sua che ogni altro pensiero inutile si dilegua.
Tutto quello che altre volte ha potuto vedere e udire, tutto quello che è temporale, egli lo elimina, lo dimentica. Comincia a ritornare in se stesso e a ripiegarsi sopra di sé in modo così ammirabile da avvicinarsi alla giustizia originale e alla purezza celeste. Nel medesimo tempo le potenze contemplative dell'anima sua si sviluppano ed egli mediante un'ascensione misteriosa si eleva fino alla contemplazione degli angeli e della divinità, contemplazione che l'infiamma del desiderio dei beni celesti e gli fa riguardare le cose della terra molto da lontano, come un nulla.
Ben presto s'accende la carità, fuoco ardente che consuma la ruggine dei vizi e riempie talmente il cuore che non vi è più posto per la vanità. Quind'innanzi ogni pensiero, ogni parola, ogni azione procedono dall'amore.
Ammirabile sicurezza Allora l'uomo può predicare agli altri con ogni sicurezza, senza detrimento per se stesso, senza pericolo di vana gloria. Perché, ancora una volta, la vanità non può penetrare in un cuore totalmente occupato dalla carità.
Potrebbe occuparsi di qualche interesse corporale, lui che riguarda le cose temporali come fango? Potrebbe il desiderio della lode insinuarsi nel suo cuore, quando dinanzi a Dio si considera come un vile mondezzaio, come un miserabile degno d'abominazione e che cadrebbe nei peggiori disordini, se la misericordiosa potenza di Dio non lo sostenesse incessantemente?
Come potrebbe inorgoglirsi d'alcuna buona opera quando vede più chiaro della luce del mezzogiorno ch'egli non può assolutamente far nulla, se ad ogni istante non è spinto e come costretto dalla virtù divina?
Come potrebbe attribuirsi alcuna cosa come proveniente da se stesso quando, non cento ma mille volte, ha sperimentato la sua impotenza in ogni opera, grande e piccola;
quando così spesso non ha potuto fare il bene che voleva, dovechè, tante altre volte, senza volerlo per così dire e quasi senza pensarci, ha sentito la grazia di Dio che lo trasportava con un ammirabile fervore e gli faceva fare quello che oltrepassava le sue forze?
Infatti, se Iddio permette che rimaniamo così a lungo in quest'impotenza, è perché impariamo ad umiliarci, a non gloriarci mai in noi stessi, ma a riferire ogni bene a Dio, non solo come per uso, ma nella sincerità del nostro cuore.
Ciò è facile a colui che è ammaestrato dall'esperienza e vede più chiaro della luce meridiana ch'egli è incapace, non solo di fare un'opera buona, ma anche di pronunziare il nome di Gesù, se non per la virtù dello Spirito Santo e per la grazia di Colui che disse:
Senza di Me, non potete far nulla. Questo pensiero ti faccia lodare Iddio con tutta l'anima tua, dicendo: Siete voi, o Signore, che avete operato in noi tutte le opere nostre (Isai. XXVI), e col Salmista: Non a noi, o Signore, non a noi, ma solo date gloria al vostro nome.
Non vi è dunque motivo di temere la vanagloria per colui che è già pienamente occupato della vera gloria di Dio e dello zelo delle anime.
Conclusione Fin qui ho tracciato un rapido schizzo delle virtù interiori necessarie a chi vuole utilmente e senza pericolo procurare la salute dell'anima sua. Questo potrebbe bastare a un uomo illuminato, di alta intelligenza e che possedesse una lunga esperienza della vita interiore, perché gli sarebbe agevole riallacciare ciascuno de' suoi esercizi a questi tre principii della vita spirituale perfetta: la povertà volontaria, il silenzio, l'intima purezza del cuore. La loro pratica gl'insegnerebbe facilmente come occorra applicarsi agli altri esercizi. Ma siccome non tutti sono in grado d'intendere facilmente un breve sunto, perciò insisteremo più a lungo sugli atti particolari delle virtù.
II La Pratica della Vita Spirituale
