CHIESA IN EUROPA

COMECE, otto principi per un’intelligenza artificiale al servizio della persona

Al termine dell’assemblea di Bruxelles i vescovi dell’Unione europea adottano una dichiarazione rivolta a istituzioni, imprese e cittadini: dignità, responsabilità, democrazia e pace devono guidare l’IA.

Redazione Radio TV Pater 2 min di lettura
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Al termine dell’assemblea di Bruxelles i vescovi dell’Unione europea adottano una dichiarazione rivolta a istituzioni, imprese e cittadini: dignità, responsabilità, democrazia e pace devono guidare l’IA.

Dall’assemblea un documento formale, non più soltanto un confronto

La Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea ha pubblicato il 19 ottobre la dichiarazione conclusiva della propria assemblea autunnale, riunita a Bruxelles dal 14 al 16 ottobre. È questo il fatto nuovo rispetto alla presentazione di «Magnifica humanitas» già raccontata da Radio TV Pater: i vescovi delegati delle Conferenze episcopali dell’UE hanno ora adottato un testo comune, intitolato «La responsabilità dell’Europa nel tempo dell’intelligenza artificiale: un appello a salvaguardare la persona umana».

Il documento riconosce le opportunità dell’intelligenza artificiale per lo sviluppo umano integrale e il bene comune, ma afferma che la velocità dell’innovazione apre questioni antropologiche, etiche, sociali e giuridiche. La COMECE chiede all’Unione e agli Stati membri di assumere una responsabilità politica precisa: rafforzare le capacità digitali europee senza lasciare che possibilità tecniche o interessi economici diventino l’unico criterio delle scelte.

Otto principi per orientare tecnologia e istituzioni

La dichiarazione elenca otto criteri. Al primo posto colloca la dignità e la capacità di decisione della persona. Seguono bene comune, solidarietà, sussidiarietà, cura del creato e giustizia; responsabilità, trasparenza e possibilità di rendere conto delle decisioni; prevenzione di discriminazione, esclusione e manipolazione. I vescovi chiedono inoltre che l’essere umano non venga ridotto a dati o merce e che l’IA non ne cancelli l’unicità.

Gli ultimi tre principi riguardano la gestione responsabile dei beni digitali e tecnologici comuni, la protezione della democrazia e dello Stato di diritto, e l’impiego dell’IA a favore della pace e della fraternità. Non sono norme giuridiche direttamente vincolanti: rappresentano la posizione collegiale dell’organismo che riunisce i vescovi delegati delle Conferenze episcopali dell’Unione europea e una proposta rivolta al processo politico europeo.

Una responsabilità condivisa, oltre la sola regolazione

La COMECE invita l’Europa anche a svolgere un ruolo nella cooperazione e nella governance internazionale dell’IA, tutelando i diritti umani, prevenendo impieghi dannosi e favorendo un accesso equo ai benefici. La responsabilità, precisa il comunicato, non ricade soltanto sui legislatori: riguarda istituzioni, imprese, organismi intermedi, comunità educative e cittadini.

L’assemblea ha collegato questo lavoro alla prima enciclica di Leone XIV, presentata pubblicamente a Bruxelles il 14 ottobre. Il passaggio dall’incontro al documento adottato consente ora di verificare l’effettiva incidenza della proposta: il testo non dichiara risolti i problemi dell’IA, ma stabilisce criteri pubblici con cui la Chiesa cattolica nell’Unione europea intende valutare ricerca, investimenti, regole e applicazioni.

Fonti e documentazione

Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.

  1. COMECE, dichiarazione conclusiva dell’assemblea sull’intelligenza artificiale, 19 ottobre 2026
  2. COMECE, testo italiano della dichiarazione «La responsabilità dell’Europa nel tempo dell’intelligenza artificiale», 16 ottobre 2026

Data dei fatti: 19 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .

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