SANTA SEDE

Parolin alla Gregoriana: il diritto governi l’intelligenza artificiale e riduca le disuguaglianze

Nel 150° anniversario della Facoltà di Diritto Canonico, il segretario di Stato ha chiesto regole capaci di proteggere le persone nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

Redazione Radio TV Pater Roma, Lazio, Italia2 min di lettura
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Nel 150° anniversario della Facoltà di Diritto Canonico, il segretario di Stato ha chiesto regole capaci di proteggere le persone nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

Una prolusione sul diritto nell’epoca dell’IA

Il cardinale Pietro Parolin ha aperto il 20 ottobre 2026, nell’Aula Magna della Pontificia Università Gregoriana a Roma, le cinque giornate organizzate per i 150 anni della Facoltà di Diritto Canonico. Il segretario di Stato vaticano, già alunno della Facoltà, ha collegato la formazione dei giuristi alle trasformazioni prodotte dall’intelligenza artificiale e alle disuguaglianze che le tecnologie possono ampliare. L’incontro rientra nel congresso in programma dal 20 al 24 ottobre, con oltre cinquecento partecipanti annunciati dall’ateneo.

Parolin ha presentato il giurista non come semplice tecnico delle procedure, ma come custode della legalità e orientatore di relazioni umane. Nel diritto della Chiesa questa responsabilità resta ordinata alla salvezza delle persone; sul piano internazionale, ha aggiunto, la norma deve impedire che la potenza tecnica diventi un criterio sufficiente per decidere ciò che è giusto.

Parole disarmate, sguardo delle vittime e realismo

La prolusione ha ripreso il quinto capitolo di Magnifica humanitas, la prima enciclica di Leone XIV, dedicato al passaggio dalla cultura della potenza alla civiltà dell’amore. Da quel testo Parolin ha ricavato tre indicazioni per il lavoro giuridico: disarmare le parole, assumere lo sguardo delle vittime e coltivare un sano realismo. Sono criteri che chiedono di misurare una regola non soltanto dalla sua efficienza, ma dagli effetti concreti sulle persone più esposte.

Il riferimento all’intelligenza artificiale non è stato presentato come un rifiuto della tecnologia. Il punto è la responsabilità delle istituzioni: le innovazioni devono essere governate da norme capaci di evitare nuove esclusioni e di mantenere riconoscibile il soggetto umano cui il diritto è destinato.

Un dibattito già aperto nelle istituzioni cattoliche

Il discorso si inserisce in una serie di interventi ecclesiali recenti sull’IA. La COMECE ha proposto otto principi per un impiego centrato sulla dignità, mentre la Santa Sede ha richiamato alle Nazioni Unite il rischio dell’integrazione dell’IA negli armamenti nucleari. La novità della prolusione del 20 ottobre è l’applicazione esplicita di questi interrogativi alla formazione canonistica e alla funzione del diritto.

Le fonti consultate documentano l’apertura del congresso e i contenuti principali dell’intervento, ma non autorizzano a parlare di una nuova legge vaticana o di norme già approvate. Si tratta di un indirizzo culturale e giuridico offerto dal segretario di Stato a un convegno accademico, non di un atto normativo.

Fonti e documentazione

Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.

  1. Vatican News, resoconto della prolusione del cardinale Parolin, 21 ottobre 2026
  2. Pontificia Università Gregoriana, programma ufficiale per i 150 anni della Facoltà di Diritto Canonico

Data dei fatti: 20 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .

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