La liturgia nella cattedrale di Svetitskhoveli ha riunito il patriarca Shio III, il metropolita Rastislav e delegazioni delle Chiese ortodosse autocefale. L’anniversario lega memoria religiosa, identità nazionale e relazioni ecclesiali.
La celebrazione nella cattedrale di Svetitskhoveli
La Chiesa ortodossa georgiana ha celebrato a Mtskheta il 1.700° anniversario della proclamazione del cristianesimo come religione del Regno d’Iberia, nucleo storico della Georgia. Il momento principale si è svolto il 14 ottobre nella cattedrale patriarcale di Svetitskhoveli, dove il catholicos-patriarca Shio III ha presieduto la Divina Liturgia insieme al metropolita Rastislav delle Terre Ceche e della Slovacchia, ai membri del Santo Sinodo georgiano e a delegazioni provenienti dalle Chiese ortodosse autocefale.
La data coincideva con Svetitskhovloba, festa che nella tradizione georgiana ricorda la tunica di Cristo e la colonna vivificante legate alla cattedrale. La ricorrenza nazionale è collocata tradizionalmente nel IV secolo e associata alla predicazione di santa Nino e alla conversione del re Mirian e della regina Nana. Parlare di «1.700 anni» esprime dunque una memoria ecclesiale e storica ufficialmente celebrata, non la pretesa che ogni dettaglio della cronologia antica sia documentabile con precisione moderna.
Delegazioni internazionali e comunione ortodossa
L’Orthodox Church in America ha inviato il vescovo Vasily in rappresentanza del metropolita Tikhon. Il presule era arrivato il 13 ottobre e ha consegnato un messaggio nel quale Tikhon ha ricordato la testimonianza della Chiesa georgiana attraverso epoche di prosperità e di sofferenza, richiamandone canto sacro, iconografia, vita monastica e tradizione teologica. La partecipazione è stata presentata come conferma dei rapporti fraterni fra le due Chiese.
Anche il patriarca ecumenico Bartolomeo ha inviato un messaggio a Shio III e ai fedeli riuniti a Mtskheta. I resoconti ecclesiali sottolineano l’unità ortodossa, ma non cancellano le differenze esistenti tra le varie giurisdizioni. È proprio la presenza di delegazioni diverse, convenute attorno a una memoria condivisa, a costituire il fatto ecclesiale: la celebrazione ha creato uno spazio di incontro in un panorama ortodosso attraversato da tensioni politiche e canoniche.
Tra patrimonio cristiano e identità nazionale
Durante gli eventi dell’anniversario, Shio III e rappresentanti civili hanno insistito sul ruolo del cristianesimo nella formazione dell’identità georgiana. Questa affermazione appartiene alla lettura proposta dai protagonisti e va distinta da un giudizio sull’intera società contemporanea, che comprende cittadini con convinzioni e appartenenze diverse. La celebrazione ha comunque mostrato quanto il patrimonio cristiano continui a incidere sulla memoria pubblica del Paese.
Per il pubblico italiano, l’avvenimento offre una finestra su una Chiesa antica spesso raccontata soltanto attraverso la geopolitica del Caucaso. A Mtskheta il centro è stato liturgico e storico: ringraziamento per la trasmissione della fede, memoria dei martiri e dei monaci, e rinnovamento dei legami fra Chiese. La portata dell’anniversario risiede in questo intreccio, senza identificare automaticamente la confessione ortodossa con lo Stato georgiano o con ogni cittadino del Paese.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- Orthodox Church in America, Bishop Vasily Represents Metropolitan Tikhon at 1,700 Years Celebrations, 17 ottobre 2026
- Patriarcato di Georgia, archivio ufficiale delle celebrazioni del 14 ottobre 2026
- Orthodox Times, Georgia celebrates 1,700 years of Christianity, 14 ottobre 2026
Data dei fatti: 14 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
