L’arcivescovo Symeon annuncia l’intenzione di firmare con il governo egiziano dopo il sostegno di cinque Chiese ortodosse. Il testo mira a tutelare vita monastica e diritti storici, ma non è ancora sottoscritto.
Conclusa a Balamand la sedicesima sessione del Santo Sinodo greco-ortodosso di Antiochia. I vescovi collegano la permanenza cristiana nel Medio Oriente alla sicurezza, al lavoro, alla cittadinanza comune e al dialogo fra cristiani e musulmani.
Tre uomini armati hanno aperto il fuoco nella chiesa greco-ortodossa di Hamoud, nel governatorato di Karak. Trentaquattro i feriti; nessun gruppo ha rivendicato l’attacco.
Al monastero Mihai Vodă la Chiesa ortodossa romena ha presentato il decreto sinodale, le reliquie, l’icona e l’inno del nuovo santo, morto il 23 ottobre 1975 dopo anni di persecuzione durante il regime comunista.
L’arcivescovo Ioannis ha benedetto gli spazi dell’istituto «Ioannis Koukouzelis», fondato nel 2012 dal predecessore Anastasios per formare giovani cantori e custodire il patrimonio liturgico ortodosso.
Nel trentacinquesimo anniversario dell’elezione al trono ecumenico, il patriarca ha ripercorso il lavoro per l’unità panortodossa e il dialogo, criticando ideologie e ambizioni mondane senza indicare una Chiesa specifica.
La visita al monastero di San Giorgio è la prima di un primate della Chiesa ortodossa bulgara da circa mezzo secolo e rinnova i legami spirituali con il centro monastico athonita.
Il documento usa la definizione moscovita di «strutture scismatiche» e richiama richieste provenienti dal Donbas e dai territori che la parte russa chiama «Novorossija».
I metropoliti hanno ascoltato l’arcivescovo Symeon e un rappresentante governativo; nessun comunicato ufficiale finale, mentre una fonte greca riferisce sostegno unanime alla ricerca di un accordo.
Al palazzo presidenziale di Baabda il primate greco-ortodosso di Antiochia ha chiesto istituzioni più forti, ritorno degli sfollati e ricostruzione nel Sud del Paese.
La celebrazione nella chiesa di San Giorgio ha aperto l’anniversario dell’elezione del 1991; il Consiglio ecumenico delle Chiese ha ricordato il suo servizio all’unità e al creato.
La liturgia del 19 ottobre nel monastero bulgaro ha concluso le celebrazioni per i 1.150 anni dalla nascita e i 1.080 anni dalla morte del santo, dopo l’incontro del giorno precedente a Sofia.
La concelebrazione nella cattedrale Aleksandr Nevskij ha aperto il cuore della visita del patriarca ecumenico in Bulgaria. I due primati hanno invocato pace e collaborazione, senza nascondere l’esistenza di differenze nel mondo ortodosso.
La liturgia nella cattedrale di Svetitskhoveli ha riunito il patriarca Shio III, il metropolita Rastislav e delegazioni delle Chiese ortodosse autocefale. L’anniversario lega memoria religiosa, identità nazionale e relazioni ecclesiali.