LIBERTÀ RELIGIOSA

Giordania, sale a nove il bilancio dell’attacco di Karak: rafforzata la sicurezza

Il nuovo bilancio e la riunione del Consiglio di sicurezza segnano uno sviluppo sostanziale. Prosegue la ricerca degli assalitori; nessun gruppo ha rivendicato l’attacco e movente e appartenenze restano da accertare.

Redazione Radio TV Pater Hamoud, Governatorato di Karak, Giordania2 min di lettura
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Il nuovo bilancio e la riunione del Consiglio di sicurezza segnano uno sviluppo sostanziale. Prosegue la ricerca degli assalitori; nessun gruppo ha rivendicato l’attacco e movente e appartenenze restano da accertare.

Due vittime in più e decine di feriti

È salito a nove il numero delle persone morte nell’attacco contro la chiesa greco-ortodossa di San Giorgio nel villaggio di Hamoud, governatorato di Karak, nel sud della Giordania. L’Associated Press ha riferito sabato 24 ottobre il nuovo bilancio comunicato dalla televisione di Stato; più di due dozzine di feriti erano ancora ricoverati. Reuters ha indicato complessivamente quaranta feriti.

L’articolo pubblicato il 23 ottobre riportava sette morti e trentaquattro feriti sulla base delle prime comunicazioni ufficiali. Il peggioramento del bilancio, la risposta nazionale di sicurezza e le iniziative delle Chiese costituiscono un aggiornamento autonomo; la prima cronaca rimane invariata.

Il Consiglio di sicurezza e la ricerca degli assalitori

Re Abdullah II ha presieduto il Consiglio nazionale di sicurezza e ha chiesto una risposta ferma contro i responsabili. L’agenzia statale Petra riferisce che il sovrano ha ordinato una revisione complessiva della risposta all’attacco, misure per aumentare la prontezza e un piano coordinato con le autorità religiose contro l’ideologia estremista. La sicurezza è stata rafforzata presso ambasciate, centri commerciali e altri luoghi sensibili.

Le autorità continuano a cercare gli uomini armati. Nessuna organizzazione ha rivendicato l’attacco e, secondo Reuters, gli investigatori ritengono prematuro stabilire legami con gruppi conosciuti dentro o fuori il Paese. Definire il fatto terrorismo è la qualificazione adottata dalle autorità giordane; attribuire responsabilità confessionali o geopolitiche senza prove sarebbe scorretto.

Preghiera e solidarietà delle Chiese di Gerusalemme

I Patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme hanno condannato l’attacco e invitato le comunità della regione a suonare le campane a mezzogiorno e a pregare per le vittime e i feriti. Il patriarca greco-ortodosso Teofilo III ha celebrato un Trisagio di suffragio nella chiesa patriarcale dei santi Costantino ed Elena.

La reazione ecclesiale insiste sull’unità civile tra musulmani e cristiani in Giordania. Il nunzio apostolico Giovanni Pietro Dal Toso ha ribadito che colpire persone innocenti durante una funzione religiosa merita una condanna assoluta. Queste dichiarazioni non sostituiscono l’indagine, ma mostrano la dimensione religiosa e comunitaria del lutto.

Ciò che resta ancora ignoto

L’attacco è avvenuto durante un funerale, in pieno giorno, e ha colpito una minoranza cristiana radicata nel Paese. Le immagini mostrano vetri infranti e tracce di sangue nella chiesa; i testimoni hanno descritto spari indiscriminati e panico. Il luogo di culto appartiene alla comunità greco-ortodossa.

Restano da accertare l’identità di tutti gli assalitori, il movente, la rete di sostegno e l’eventuale appartenenza organizzata. La cronaca deve seguire i risultati verificabili dell’inchiesta e non trasformare formule politiche o sospetti in una colpa già provata.

Fonti e documentazione

Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.

  1. Jordan News Agency Petra, Consiglio nazionale di sicurezza, 24 ottobre 2026
  2. Reuters, 24 ottobre 2026
  3. Associated Press, 24 ottobre 2026
  4. Jordan News Agency Petra, Patriarchi e capi delle Chiese, 24 ottobre 2026

Data dei fatti: 24 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .

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