Tre uomini armati hanno aperto il fuoco nella chiesa greco-ortodossa di Hamoud, nel governatorato di Karak. Trentaquattro i feriti; nessun gruppo ha rivendicato l’attacco.
Un funerale trasformato in strage
Sette persone sono state uccise e trentaquattro ferite venerdì 23 ottobre quando uomini armati hanno aperto il fuoco durante un funerale nella chiesa di Hamoud, nel governatorato di Karak, nel sud della Giordania. La comunità è greco-ortodossa. Il direttore della Pubblica sicurezza, generale Abdallah al-Maaytah, ha riferito che la maggior parte dei feriti era ancora ricoverata e che la ricerca degli assalitori proseguiva. Le immagini di sorveglianza trasmesse dall’emittente statale Al-Mamlaka mostrano tre persone che sparano dall’esterno e poi corrono verso l’ingresso. Reuters ha verificato il luogo ripreso nel filmato. Testimoni presenti alla celebrazione hanno raccontato minuti di spari e panico. Il bilancio resta quello comunicato dalle autorità e ogni variazione dovrà essere confermata ufficialmente.
Indagine aperta
Il ministro dell’Interno Mazin al-Farrayeh ha definito gli autori estremisti, precisando però che era troppo presto per stabilire legami con gruppi conosciuti. Nessuna organizzazione aveva rivendicato l’attacco: attribuirne la responsabilità a una sigla o a una comunità religiosa sarebbe scorretto. Re Abdallah II si è recato a Karak e ha promesso una risposta severa, insistendo sull’unità del Paese. Anche il ministro degli Affari religiosi islamici e diversi parlamentari hanno condannato la violenza. La presa di posizione è significativa in una società a maggioranza musulmana nella quale le Chiese cristiane costituiscono una minoranza storica e custodiscono luoghi legati alla tradizione biblica.
Una ferita alla convivenza
Attacchi di questa gravità contro i cristiani sono rari in Giordania, pur avendo le autorità annunciato negli anni di aver sventato piani militanti. Il fatto che la sparatoria abbia colpito un luogo di culto durante un funerale costituisce una violazione della libertà religiosa e del rispetto dovuto ai morti. La cronaca richiede due cautele: distinguere le dichiarazioni politiche dalle risultanze investigative e non trasformare l’identità musulmana della maggioranza giordana in un’accusa collettiva. Il dato verificato è l’aggressione a una comunità greco-ortodossa; movente e appartenenze degli autori restano da accertare. La priorità è la cura dei feriti, insieme alla protezione della comunità e a un’indagine capace di individuare responsabilità personali.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
Data dei fatti: 23 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
