CHIESE ORTODOSSE

Siria, sacerdote ortodosso sfugge ai colpi durante l’attacco a un villaggio cristiano

Ad Al-Suqaylabiyah uomini armati hanno sparato contro abitazioni e proprietà dopo una lite degenerata tra giovani di due villaggi. Un prete è rimasto illeso per pochi centimetri; la Chiesa locale chiede sicurezza e giustizia senza vendette.

Redazione Radio TV Pater 3 min di lettura
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Ad Al-Suqaylabiyah uomini armati hanno sparato contro abitazioni e proprietà dopo una lite degenerata tra giovani di due villaggi. Un prete è rimasto illeso per pochi centimetri; la Chiesa locale chiede sicurezza e giustizia senza vendette.

Dalla lite alla sparatoria

Un sacerdote ortodosso è sfuggito per pochi centimetri a un proiettile durante un’incursione armata ad Al-Suqaylabiyah, centro a maggioranza cristiana nella Siria occidentale. Aiuto alla Chiesa che Soffre ha reso noto il 7 ottobre di aver ricevuto informazioni da contatti locali direttamente coinvolti. Secondo questa ricostruzione, nella notte del 3 ottobre una lite tra giovani di Al-Suqaylabiyah e del vicino villaggio a maggioranza sunnita di Al-Qalaa è degenerata: uomini armati sarebbero entrati nel centro cristiano, avrebbero sparato verso abitazioni e danneggiato proprietà.

Il sacerdote, il cui nome non è stato diffuso per ragioni di sicurezza, ha riferito alla fondazione pontificia che colpi sono stati esplosi contro di lui e la sua automobile. Non è rimasto ferito. La formulazione è importante: la dinamica comunicata da ACN si basa su fonti locali e non consente di attribuire responsabilità collettive a una comunità religiosa. La notizia riguarda azioni contestate a uomini armati, non l’islam siriano né gli abitanti di Al-Qalaa nel loro insieme.

L’appello alla calma e alla responsabilità

Dopo l’incidente padre Fadi Sankari, altro sacerdote ortodosso di Al-Suqaylabiyah, ha chiesto protezione per la popolazione e una risposta fondata su sicurezza, giustizia e accertamento delle responsabilità. Nello stesso messaggio ha invitato i cristiani a non lasciarsi trascinare nella spirale delle ritorsioni. È un passaggio pastorale rilevante in un contesto nel quale la paura può trasformare un fatto locale in conflitto confessionale.

Il richiamo non minimizza la gravità dell’accaduto: entrare nelle case, minacciare gli abitanti e sparare contro un ministro di culto richiede indagini e protezione effettiva. Allo stesso tempo, separa la legittima domanda di giustizia dalla vendetta. Questo equilibrio permette di raccontare il rischio corso dai cristiani senza usare l’episodio per generalizzazioni contro i musulmani siriani.

Un secondo episodio in poco più di sei mesi

ACN segnala che si tratta del secondo grave episodio ad Al-Suqaylabiyah in poco più di sei mesi. Alla fine di marzo, dopo un’altra lite, un gruppo era entrato di notte nel villaggio e aveva aggredito persone e attività commerciali; l’ordine era stato ristabilito con l’intervento delle forze di sicurezza. La ripetizione fa emergere una vulnerabilità concreta: tensioni inizialmente circoscritte possono trasformarsi rapidamente in violenza armata contro un centro riconoscibile per la sua identità cristiana.

Non risultano, nelle fonti consultate, vittime nell’attacco del 3 ottobre né un esito giudiziario già accertato. Perciò il fatto verificato resta delimitato ai rapporti raccolti dalla fondazione, alla testimonianza del sacerdote e all’appello pubblico di padre Sankari. Ulteriori sviluppi dovranno essere attribuiti alle autorità o a fonti locali identificabili, evitando conclusioni anticipate sulle motivazioni degli aggressori.

Fonti e documentazione

Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.

  1. Aid to the Church in Need, «Christian village attacked in Syria», 7 ottobre 2026
  2. Aid to the Church in Need UK, «Bullet narrowly misses priest as gunmen open fire in Syrian Christian village», 8 ottobre 2026

Data dei fatti: 3 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .

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