Al monastero Mihai Vodă la Chiesa ortodossa romena ha presentato il decreto sinodale, le reliquie, l’icona e l’inno del nuovo santo, morto il 23 ottobre 1975 dopo anni di persecuzione durante il regime comunista.
La proclamazione locale al monastero Mihai Vodă
La Chiesa ortodossa romena ha celebrato il 23 ottobre, al monastero Mihai Vodă di Bucarest, la proclamazione locale della canonizzazione del sacerdote martire Constantin Sârbu. La liturgia è stata presieduta da un collegio di vescovi guidato dall’arcivescovo Casian del Basso Danubio ed è stata trasmessa da Trinitas TV.
Al termine della Divina Liturgia sono stati presentati pubblicamente l’atto con la decisione del Santo Sinodo, le reliquie, il tropario e l’icona del nuovo santo. Il rito rende operativa nella vita liturgica locale una decisione assunta dal Sinodo nel 2024 insieme alla canonizzazione di altri quindici sacerdoti e confessori dell’epoca comunista.
Il decreto e la memoria del 23 ottobre
Il tomos sinodale stabilisce che Constantin Sârbu sia iscritto nel sinassario, nei libri liturgici e nel calendario della Chiesa ortodossa romena. La sua memoria sarà celebrata ogni anno il 23 ottobre; dovranno essere pubblicate la vita e l’ufficio liturgico, dipinta l’icona e potrà essere scelto come patrono di chiese nuove o rinnovate.
La data non è casuale: Sârbu morì il 23 ottobre 1975. Secondo la ricostruzione presentata dal patriarca Daniel, celebrò l’ultima liturgia il 14 ottobre, si congedò dalla comunità e fu ricoverato il giorno successivo. La Chiesa romena interpreta la morte seguita a un intervento chirurgico come esito martiriale della persecuzione subita.
Carità pastorale e resistenza al regime
Nel messaggio per la proclamazione, il patriarca Daniel ha posto al centro la misericordia del sacerdote verso le persone sofferenti, considerata la sua predicazione più persuasiva. La memoria ecclesiale unisce la resistenza alle pressioni del regime comunista alla cura concreta dei fedeli e all’impegno perché la chiesa non fosse abbandonata.
La proclamazione non va confusa con una nuova decisione di canonizzazione: quella risale al 2024. Il fatto del 23 ottobre 2026 è la celebrazione locale con il decreto, le reliquie e l’icona, cinquantuno anni dopo la morte. È un passaggio liturgico e pastorale che consolida il culto pubblico del sacerdote nella Chiesa romena.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- Basilica.ro, proclamazione locale, 23 ottobre 2026
- Basilica.ro, tomos sinodale, 23 ottobre 2026
- Basilica.ro, messaggio del patriarca Daniel, 23 ottobre 2026
Data dei fatti: 23 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
