La concelebrazione nella cattedrale Aleksandr Nevskij ha aperto il cuore della visita del patriarca ecumenico in Bulgaria. I due primati hanno invocato pace e collaborazione, senza nascondere l’esistenza di differenze nel mondo ortodosso.
La liturgia comune nella cattedrale patriarcale
Il patriarca ecumenico Bartolomeo e il patriarca Daniele di Bulgaria hanno partecipato il 18 ottobre alla Divina Liturgia nella cattedrale patriarcale di Sant’Aleksandr Nevskij a Sofia. È il momento centrale della visita iniziata il giorno precedente, su invito del patriarca bulgaro e del Santo Sinodo. L’incontro è legato alle celebrazioni per i 1.150 anni dalla nascita e i 1.080 anni dalla morte di san Giovanni di Rila, principale figura monastica della tradizione bulgara.
La presenza comune non è stata presentata soltanto come cerimonia anniversaria. Prima della liturgia, Bartolomeo ha detto che la preghiera sarebbe stata rivolta alla pace nel mondo e all’unità delle Chiese. Daniele ha indicato nel dialogo e nella collaborazione la via per affrontare le divergenze, osservando che incontrarsi non significa fingere che le differenze non esistano. Le dichiarazioni integrali sono state pubblicate dal Patriarcato bulgaro in lingua bulgara.
La memoria delle ferite e dei passi di riconciliazione
Nel suo discorso, Bartolomeo ha richiamato alcuni passaggi dei rapporti fra Costantinopoli e la Chiesa bulgara: la fine dello scisma nel 1945, il riconoscimento della dignità patriarcale nel 1961 e il concilio allargato del 1998, convocato per contribuire al superamento della divisione interna della Chiesa bulgara. È una lettura proposta dal patriarca ecumenico, che colloca la visita attuale dentro una storia fatta sia di ferite sia di ricomposizioni.
Daniele ha accolto la delegazione come parte di una comunione fraterna e ha collegato la memoria di san Giovanni di Rila alla necessità di custodire la pace. Dopo la liturgia, Bartolomeo ha celebrato un Trisagion sulla tomba del defunto patriarca Neofit, nel cortile della cattedrale di Santa Nedelja, alla presenza del patriarca bulgaro. Il gesto ha unito la visita istituzionale alla memoria del predecessore di Daniele.
Un segnale di dialogo senza negare le differenze
Il calendario prosegue il 19 ottobre al monastero di Rila con una concelebrazione patriarcale. Poiché questa tappa era ancora futura al momento della chiusura redazionale, non viene descritta come già avvenuta. Il fatto verificato del 18 ottobre è la preghiera comune a Sofia e il richiamo pubblico dei due primati a comunicare e cooperare anche quando rimangono questioni aperte.
Nel contesto delle tensioni che attraversano l’Ortodossia, il linguaggio scelto dai patriarchi merita attenzione proprio per la sua misura. Non annuncia una soluzione generale né una nuova intesa canonica; afferma però che il confronto è preferibile alla contrapposizione. La visita rende visibile una relazione bilaterale tra il Patriarcato ecumenico e la Chiesa ortodossa bulgara e non può essere estesa automaticamente a tutte le Chiese ortodosse.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- Patriarcato bulgaro, discorso del patriarca Bartolomeo alla liturgia, 18 ottobre 2026
- Patriarcato bulgaro, discorso del patriarca Daniele dopo la liturgia, 18 ottobre 2026
- Orthodox Times, Bartholomew and Daniel in Sofia: Prayers for peace and call for dialogue, 18 ottobre 2026
- Patriarcato bulgaro, programma ufficiale delle celebrazioni di san Giovanni di Rila
Data dei fatti: 18 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
