Il cardinale Marcello Semeraro ha presieduto nella cattedrale di Ibiza il rito per Juan Torres Torres e diciannove compagni, uccisi nel 1936. La diocesi ha posto al centro perdono, misericordia e rifiuto di ogni fanatismo.
Il rito nella cattedrale di Santa Maria
Venti sacerdoti diocesani di Ibiza e Formentera, Juan Torres Torres e diciannove compagni, sono stati proclamati beati sabato 17 ottobre nella cattedrale di Santa Maria delle Nevi, a Dalt Vila. A presiedere la celebrazione, in rappresentanza di Leone XIV, è stato il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi. Il vescovo di Ibiza, Vicent Ribas, ha presentato la richiesta rituale e il postulatore Alejandro Cifres ha tracciato un profilo dei nuovi beati.
Secondo il resoconto della diocesi, la cattedrale era gremita di fedeli e alla liturgia hanno partecipato autorità delle Baleari e delle Pitiuse. Dopo la lettura della lettera apostolica, il rito ha iscritto ufficialmente nel catalogo dei beati i venti presbiteri. Non si è trattato quindi dell’annuncio di una beatificazione futura, ma del compimento pubblico della causa autorizzata da Leone XIV il 18 giugno 2026.
Sacerdoti uccisi durante la persecuzione del 1936
I venti sacerdoti furono uccisi tra il 7 agosto e il 13 settembre 1936, nei primi mesi della guerra civile spagnola. Avevano età comprese fra 24 e 77 anni. Diciassette morirono nel castello di Ibiza insieme a numerosi laici; Juan Torres, ordinato da appena due mesi, fu il primo del gruppo a essere assassinato. Il decreto pontificio ha riconosciuto per tutti il martirio in odio alla fede.
La ricostruzione ecclesiale non cancella la complessità storica della guerra civile né autorizza letture politiche sommarie. La causa, avviata nel 2008, ha raccolto testimonianze e documentazione sulle singole vite e sulle circostanze delle morti. Il Dicastero presenta il loro riconoscimento come memoria religiosa di fedeltà, non come celebrazione della violenza subita o come giudizio indiscriminato su intere parti della società spagnola.
Una memoria proposta come riconciliazione
Nell’omelia Semeraro ha insistito su un punto: il martire non cerca la morte e la sua testimonianza non deriva da un eroismo autosufficiente. Per la Chiesa, ciò che viene riconosciuto è la fedeltà a Cristo mantenuta nella prova, senza permettere all’odio ricevuto di trasformarsi in odio restituito. Il riferimento dà alla beatificazione un significato spirituale preciso e sottrae il ricordo dei sacerdoti alla retorica dello scontro.
Anche Ribas ha collocato la celebrazione nel segno del perdono e della misericordia, ringraziando famiglie e comunità che hanno conservato la memoria. Domenica 18 ottobre è prevista in cattedrale una Messa di ringraziamento; il 24 e 25 ottobre celebrazioni analoghe si terranno nelle parrocchie di Ibiza e Formentera. La beatificazione apre dunque un percorso di memoria ecclesiale, la cui credibilità dipenderà dalla capacità di generare riconciliazione e servizio.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- Diocesi di Ibiza, resoconto ufficiale della beatificazione del 17 ottobre 2026
- Vatican News, cronaca e omelia della beatificazione
- Dicastero delle Cause dei Santi, scheda di Juan Torres Torres e 19 compagni
Data dei fatti: 17 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
