Ai partecipanti al Congresso internazionale per la pastorale scolastica e universitaria, il Papa ha chiesto di accompagnare i giovani oltre la paura di sbagliare, unendo formazione intellettuale, educazione del cuore e servizio.
La fiducia prima della prestazione
Scuole e università cattoliche siano ambienti nei quali ogni giovane possa sentirsi riconosciuto, accolto e amato. È l’indicazione rivolta da Leone XIV, il 22 ottobre, ai partecipanti al Congresso internazionale per la pastorale nelle scuole e nelle università, organizzato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione e in programma in Vaticano il 22 e 23 ottobre 2026.
Nel resoconto di Vatican News, il Papa lega il compito educativo alla possibilità di formare persone capaci di costruire fraternità e una società più giusta. Il punto di partenza è la fiducia: qualcuno che creda nelle capacità di un ragazzo anche prima che questi riesca a riconoscerle. Richiamando la chiamata dei dodici apostoli, Leone XIV ha sottolineato come la fiducia ricevuta possa far maturare il coraggio.
Il Pontefice ha contrapposto questa prospettiva a una cultura della prestazione che confronta e classifica continuamente le persone. Secondo la sua analisi, la paura dell’errore, dell’inadeguatezza o delle aspettative altrui può bloccare molti giovani ancora prima che provino a mettersi in gioco.
Una comunità in cui nessuno resti anonimo
La proposta del Papa è quella di istituzioni educative capaci di essere una casa: luoghi dove si conoscono i nomi, si avvertono le assenze e si accoglie chi ritorna. Accanto all’entusiasmo, alla generosità e alla disponibilità al servizio degli studenti, Leone XIV ha ricordato anche fragilità familiari, solitudine digitale e incertezza davanti al futuro.
A chi opera nella formazione cattolica ha chiesto di coltivare l’intelligenza, accompagnare l’incontro con Cristo e mostrare la fecondità del rapporto tra fede e ragione. La pastorale scolastica e universitaria, ha spiegato, deve rispettare i tempi di maturazione del pensiero, educando al discernimento e alla ricerca perseverante della verità.
Educare il cuore attraverso il servizio
Un’ultima indicazione riguarda l’educazione del cuore: compassione, gratitudine e attenzione alla sofferenza degli altri, insieme alla lode e al desiderio di Dio. In questa prospettiva, il servizio ai poveri, il volontariato e la cura del creato non sono semplici attività aggiuntive, ma esperienze formative essenziali.
Leone XIV ha collegato la carità alla preghiera, incoraggiando gli educatori a proseguire nell’accompagnamento dei giovani perché possano scoprire i doni che Dio ha posto in ciascuno.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
Data dei fatti: 22 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
