All'Old Bailey Damian Woolfenden si è dichiarato colpevole di dodici reati: possesso e diffusione di materiale terroristico, incitamento all'odio contro gli ebrei e condivisione del video dell'attacco alle moschee di Christchurch.
Dodici ammissioni di colpevolezza all'Old Bailey
Damian Woolfenden, diciottenne di Bury nella Grande Manchester, ha ammesso il 23 ottobre all'Old Bailey di Londra dodici reati di terrorismo e odio. Collegato in video dal carcere di Forest Bank, si è dichiarato colpevole di cinque capi per possesso di documenti potenzialmente utili alla preparazione di atti terroristici, due per diffusione di pubblicazioni terroristiche e cinque ulteriori capi relativi a istigazione all'odio razziale, religioso e basato sull'orientamento sessuale.
L'imputato è stato rinviato in custodia e la pena sarà stabilita il 4 dicembre dalla Manchester Crown Court. È dunque necessario distinguere l'ammissione dei reati, già avvenuta, dalla condanna finale, che non è stata ancora pronunciata. Le contestazioni riguardano condotte comprese tra maggio 2025 e maggio 2026; l'uomo non aveva precedenti penali, secondo quanto riferito in udienza.
Materiale legato agli attacchi di Halle e Christchurch
Tra i documenti conservati sul computer figurava il manifesto di Stephan Balliet, l'estremista neonazista che nel 2019 tentò di entrare armato nella sinagoga di Halle, in Germania, durante Yom Kippur. Woolfenden possedeva inoltre scritti riconducibili all'autore della strage razzista di Buffalo e documenti su armi da fuoco e fabbricazione di esplosivi. Aveva anche distribuito il manifesto di Anders Breivik, responsabile degli attacchi del 2011 in Norvegia.
L'insieme dei fatti tocca direttamente due comunità religiose. I capi d'accusa comprendono messaggi pubblicati su X e Telegram con l'intento ammesso di alimentare odio contro gli ebrei. Il 22 luglio 2025 Woolfenden condivise inoltre, su una piattaforma che si definiva favorevole ai bianchi, il video trasmesso in diretta dall'autore dell'attacco del 2019 contro due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, dove furono uccisi cinquantuno fedeli musulmani. Non si tratta quindi di un singolo contenuto illecito, ma di una raccolta e circolazione di propaganda con bersagli molteplici.
Il possibile progetto personale resta materia processuale
Durante l'udienza la giudice Cheema-Grubb ha riferito di aver esaminato materiale che esprimeva ostilità verso vari gruppi sulla base di una presunta superiorità razziale bianca. Il tribunale ha anche ascoltato che alcuni documenti suggerivano la stesura di un manifesto personale e l'ipotesi di un attacco con armi da fuoco dopo elezioni previste nel 2028. Questo elemento è stato presentato dall'accusa e dalle carte processuali: non va trasformato in un attentato già pianificato o eseguito.
Il fatto giudiziario resta comunque rilevante per la libertà religiosa, perché mette nello stesso circuito propagandistico l'attacco a una sinagoga e la strage in due moschee. La risposta delle autorità britanniche sarà completata con la sentenza di dicembre. Fino ad allora, la cronaca deve attenersi ai reati ammessi e separare con precisione le prove già riconosciute dall'imputato dalle valutazioni sul rischio futuro.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
Data dei fatti: 23 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
