L’indagine Equi su 1.363 studenti rileva il peso della fede e propone spazi adeguati, riconoscimento delle cappellanie e un fondo per il dialogo interreligioso.
Fede importante per oltre metà del campione
Il centro studi britannico Equi ha pubblicato un rapporto sull’esperienza religiosa nell’istruzione superiore basato su un sondaggio di 1.363 studenti e trenta interviste approfondite. Il 52 per cento dei partecipanti afferma che la fede è importante nella propria vita e le attribuisce un ruolo di stabilità personale e di costruzione di legami. Il dato contrasta con la tendenza delle università a trattare la religione come aspetto marginale o puramente privato.
Solo il 24 per cento ritiene che il proprio ateneo riesca ad attrarre studenti di fede; il 30 per cento giudica sufficiente il sostegno offerto per l’ingresso nel lavoro. Il rapporto esamina anche cappellanie, spazi di preghiera e volontariato. Tra gli studenti musulmani intervistati, la metà dichiara attività volontaria o caritativa, contro il 36 per cento degli studenti appartenenti ad altre fedi.
Le proposte per gli atenei
Equi propone standard minimi nazionali per gli spazi religiosi universitari, un fondo del Department for Education per iniziative interreligiose e il riconoscimento dei cappellani allo stesso livello degli altri operatori pastorali. Chiede inoltre di monitorare la libertà di religione e di convinzione e di sviluppare programmi capaci di raggiungere comunità sottorappresentate nell’istruzione superiore.
Le raccomandazioni non sono decisioni governative già adottate. Il rapporto è prodotto da un think tank musulmano britannico e interpreta i dati da una prospettiva dichiarata; proprio per questo va letto nella sua interezza e confrontato con la risposta di università, studenti di altre tradizioni e organismi pubblici. La provenienza non invalida la ricerca, ma ne definisce il contesto.
Pluralismo senza privilegio confessionale
Offrire spazi di preghiera o cappellanie non significa trasformare l’università in un’istituzione confessionale. In un ambiente pluralista, servizi accessibili e regole trasparenti possono tutelare musulmani, cristiani, ebrei, hindu, buddhisti, sikh, persone di altre fedi e non credenti. La questione centrale è assicurare pari dignità, senza imporre pratiche né concedere privilegi esclusivi.
Il valore informativo della ricerca sta nell’ampiezza del campione e nella concretezza delle proposte. I suoi limiti sono quelli di ogni sondaggio: le risposte dichiarate non descrivono automaticamente tutti gli studenti britannici. I prossimi sviluppi da seguire saranno le reazioni degli atenei e l’eventuale scelta del governo di finanziare o regolamentare le misure suggerite.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- Equi, Have Faith in Higher Education, rapporto 2026
- Religion Media Centre, sintesi dei dati e delle raccomandazioni Equi, 22 ottobre 2026
Data dei fatti: 21 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
