La quarta Asia Deaf Catholic Conference si conclude con 232 partecipanti, proposte per interpreti, formazione e responsabilità missionaria delle persone sorde.
Sette giorni di confronto a Seoul
La quarta Asia Deaf Catholic Conference si è conclusa a Seoul, in Corea del Sud, il 21 ottobre 2026 dopo una settimana di liturgie, laboratori e confronti pastorali. Secondo il resoconto di LiCAS.news, hanno partecipato 232 persone provenienti da 21 Paesi: fedeli sordi, sacerdoti, religiose e responsabili laici. Il sito ufficiale dell’incontro conferma date, luogo e organizzazione dell’evento.
La conferenza, aperta il 15 ottobre con il tema biblico “Dio vide che era cosa buona”, ha posto al centro non soltanto l’interpretazione delle celebrazioni, ma la possibilità per le persone sorde di assumere ruoli di guida e missione. Alla liturgia di apertura nella cattedrale di Myeongdong erano presenti l’arcivescovo di Seoul Peter Chung Soon-taick e il nunzio apostolico in Corea e Mongolia, Giovanni Gaspari.
Interpreti insufficienti e pochi ministri segnanti
I delegati hanno descritto difficoltà ricorrenti: scarsità di interpreti qualificati, pochi sacerdoti capaci di usare le lingue dei segni, sistemi educativi inaccessibili e marginalizzazione delle comunità sorde. La presenza di padre Park Min-seo, primo sacerdote cattolico sordo dell’Asia, e di padre Joseph Thermadom, primo sacerdote sordo dell’India, ha reso visibile la possibilità di una leadership ecclesiale che non tratti le persone sorde solo come destinatarie di assistenza.
Seoul offre un riferimento concreto con la chiesa cattolica Ephphatha, indicata dagli organizzatori come l’unica parrocchia asiatica dedicata esclusivamente ai cattolici sordi. L’esperienza non elimina le differenze fra le molte lingue dei segni, ma mostra che accessibilità liturgica, catechesi e vita comunitaria possono essere progettate insieme, anziché aggiunte in modo occasionale.
Cinque direttrici per la pastorale asiatica
La delegazione thailandese ha proposto cinque direttrici: adattamento liturgico con squadre di interpreti nelle lingue locali; collaborazione fra continenti; conservazione della storia dell’evangelizzazione delle persone sorde; un istituto asiatico di formazione per leader, clero e missionari sordi; un pellegrinaggio continentale delle reliquie di san Francesco di Sales fra il 2028 e il 2033. Quest’ultima resta una proposta, non un programma già approvato.
La distinzione è importante: la conferenza si è effettivamente svolta e si è conclusa; i progetti emersi richiederanno decisioni, risorse e coordinamento futuro. Il risultato immediato è aver collegato comunità nazionali che spesso lavorano isolate e aver formulato una richiesta ecclesiale precisa: rendere sacramenti, formazione e responsabilità accessibili nella lingua e nella cultura delle persone sorde.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- Asia Deaf Catholic Conference 2026, sito ufficiale dell’evento
- LiCAS.news, resoconto conclusivo e dati sui partecipanti, 21 ottobre 2026
- AsiaNews, apertura della conferenza e contesto pastorale, 15 ottobre 2026
Data dei fatti: 21 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
