Il Dipartimento di Giustizia riferisce che nella casa dell’imputato furono trovati sei ordigni artigianali, materiali esplosivi, due fucili e munizioni. Le accuse restano da provare e vale la presunzione d’innocenza.
L’incriminazione federale annunciata il 22 ottobre
Un gran giurì federale di Salt Lake City ha incriminato Skyler AJ Rose, 22 anni, residente a Ogden nello Stato americano dello Utah. Le imputazioni comprendono il tentativo di commettere un reato d’odio, minacce di uccidere o ferire persone e distruggere un edificio con esplosivo, nonché il possesso di un dispositivo distruttivo non registrato.
Il Dipartimento di Giustizia collega il procedimento a messaggi pubblicati su una piattaforma sociale il 23 dicembre 2025, fra i quali compariva la minaccia di far esplodere una sinagoga. L’indirizzo internet sarebbe stato ricondotto all’abitazione dell’imputato. L’atto di accusa è stato emesso il 21 ottobre e annunciato il giorno successivo.
Ordigni e armi trovati durante la perquisizione
Secondo gli atti citati dalle autorità, nella casa furono recuperati sei ordigni artigianali a tubo funzionanti e un dispositivo inerte, oltre a precursori e componenti utilizzabili per costruirne altri. Gli investigatori sequestrarono inoltre due fucili, caricatori e munizioni. Le abitazioni vicine furono evacuate mentre gli esplosivi venivano messi in sicurezza.
La successiva analisi del telefono avrebbe mostrato una ricerca, compiuta nel novembre 2025, relativa a una sinagoga nelle vicinanze. Le testate che hanno esaminato gli atti riferiscono anche messaggi antisemiti. Questi elementi sono presentati dall’accusa come indizi del movente, ma saranno sottoposti al vaglio del tribunale.
Sicurezza dei luoghi di culto e presunzione d’innocenza
Il caso è seguito dall’FBI di Salt Lake City e dalla polizia di Ogden con l’assistenza di squadre artificieri e di altre agenzie. Per le autorità federali, la tempestiva condivisione delle informazioni avrebbe evitato danni e mostra il peso della protezione preventiva dei luoghi di culto, particolarmente esposti alle minacce motivate dall’odio.
È essenziale distinguere le contestazioni dai fatti giudizialmente accertati. Il comunicato del Dipartimento di Giustizia precisa che un’incriminazione contiene soltanto accuse: l’imputato è presunto innocente finché la colpevolezza non sia provata oltre ogni ragionevole dubbio. La cronaca non attribuisce quindi responsabilità definitiva né identifica la sinagoga coinvolta.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
Data dei fatti: 22 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
