Nell’udienza a una delegazione ebraica, il Papa lega il rifiuto dell’odio alla fede cristiana e chiede cooperazione su dignità, libertà religiosa, giustizia e pace.
Un rifiuto fondato sulla fede cristiana
Ricevendo il 22 ottobre una delegazione di circa quaranta membri dell’American Jewish Committee, Leone XIV ha affermato che la Chiesa non può tollerare l’antisemitismo. Il passaggio più rilevante del discorso non è soltanto diplomatico: il Papa ha presentato l’opposizione all’odio antiebraico come esigenza del Vangelo, non come concessione alle circostanze politiche.
La formulazione assume peso in un tempo segnato dall’aumento di minacce e aggressioni contro persone e istituzioni ebraiche in numerosi Paesi. Il Papa ha chiesto che le divergenze, anche profonde, non degenerino in pregiudizio e ostilità. Il dialogo non richiede di cancellare identità e dissensi, ma impone di riconoscere nell’altro una dignità che nessun conflitto può revocare.
Dalla memoria alla responsabilità comune
Leone XIV si colloca nel cammino aperto dalla dichiarazione conciliare Nostra aetate, che ha trasformato i rapporti tra cattolici ed ebrei. Questa eredità non è presentata come un risultato ormai garantito. Deve essere tradotta in educazione, vigilanza sul linguaggio pubblico e relazioni capaci di resistere quando gli eventi internazionali rendono più difficile l’incontro.
Il Papa ha indicato anche campi di cooperazione: tutela della dignità umana, servizio ai poveri, libertà religiosa, giustizia e pace. Sono temi sui quali il confronto non elimina differenze teologiche o valutazioni politiche. Offre però un terreno nel quale la collaborazione può produrre protezione concreta per persone vulnerabili e contrastare la normalizzazione dell’odio.
Un dialogo che non confonde comunità e governi
La cronaca del dialogo ebraico-cattolico deve evitare una confusione ricorrente: le comunità religiose non coincidono con gli Stati e non possono essere rese collettivamente responsabili delle decisioni dei governi. Difendere gli ebrei dall’antisemitismo non equivale ad approvare ogni politica israeliana; allo stesso modo, criticare un governo non autorizza ostilità verso un popolo o una fede.
L’udienza arriva mentre istituzioni educative e civili discutono nuove misure contro l’antisemitismo. Il richiamo del Papa aggiunge un criterio specificamente ecclesiale: i cristiani devono riconoscere l’odio antiebraico come una contraddizione interna alla loro professione di fede. La credibilità del dialogo si misurerà nella capacità di tradurre questa affermazione in formazione, protezione e rapporti perseveranti.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- Vatican News, udienza all’American Jewish Committee, 22 ottobre 2026
- Santa Sede, discorsi di Leone XIV nell’ottobre 2026
Data dei fatti: 22 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
