Si parla apertamente di immoralità sessuale fra voi, e di un caso che non si trova neppure fra gli altri popoli: uno vive con la moglie di suo padre.
E voi siete gonfi d’orgoglio! Non avreste dovuto piuttosto esserne addolorati, perché fosse allontanato dalla comunità chi ha agito così?
Quanto a me, pur assente fisicamente e presente nello spirito, ho già preso una decisione su chi ha agito così, come se fossi fra voi.
Nel nome del Signore Gesù, quando sarete riuniti e il mio spirito sarà con voi, con la potenza di Gesù nostro Signore,
di consegnare quell’uomo a Satana, per la distruzione della carne, affinché il suo spirito sia salvato nel giorno del Signore.
Il vostro vanto è fuori luogo. Non sapete che basta poco lievito per far fermentare tutto l’impasto?
Eliminate il vecchio lievito, per essere un impasto nuovo, come persone già liberate dal lievito. Cristo, nostra Pasqua, è stato infatti immolato.
Celebriamo dunque la festa con il pane senza lievito della sincerità e della verità, lasciando il vecchio lievito della malizia e della cattiveria.
Nella mia lettera vi avevo scritto di non frequentare chi pratica l’immoralità sessuale.
Non intendevo tutte le persone di questo mondo che vivono nell’immoralità, nell’avidità, nella rapina o nell’idolatria: altrimenti dovreste lasciare il mondo.
Intendevo questo: non frequentate chi si dice fratello e vive nell’immoralità sessuale, nell’avidità, nell’idolatria, negli insulti, nell’ubriachezza o nella rapina. Con una persona così non condividete neppure il pasto.
Tocca forse a me giudicare chi è fuori? Non spetta a voi giudicare chi è dentro la comunità?
Sarà Dio a giudicare chi è fuori. Allontanate dalla vostra comunità chi pratica il male.
