Nel popolo vi furono anche falsi profeti; così tra voi ci saranno falsi maestri. Introdurranno di nascosto insegnamenti distruttivi, fino a rinnegare il padrone che li ha riscattati, e attireranno su di sé una rapida rovina.
Molti seguiranno la loro vita dissoluta e, a causa loro, la via della verità sarà denigrata.
Per avidità vi sfrutteranno con discorsi inventati. Ma la loro condanna è da tempo all'opera e la loro rovina non dorme.
Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato: li precipitò nel Tartaro, in fosse tenebrose, dove sono custoditi per il giudizio.
Non risparmiò il mondo antico, ma salvò Noè, annunciatore di giustizia, insieme ad altre sette persone, quando fece venire il diluvio sul mondo degli empi.
Ridusse in cenere Sodoma e Gomorra e le condannò alla distruzione, facendone un esempio per quanti avrebbero vissuto nell'empietà.
Liberò invece Lot, uomo giusto, tormentato dalla condotta dissoluta di persone senza legge.
Vivendo in mezzo a loro, giorno dopo giorno quell'uomo giusto si tormentava nell'intimo per le azioni malvagie che vedeva e udiva.
Il Signore dunque sa liberare dalla prova chi gli è fedele e tenere gli ingiusti sotto punizione fino al giorno del giudizio,
soprattutto chi segue desideri carnali che contaminano e disprezza l'autorità. Temerari e arroganti, non esitano a insultare gli esseri gloriosi,
Eppure gli angeli, pur essendo superiori per forza e potenza, non presentano contro di loro, davanti al Signore, una condanna offensiva.
Costoro sono come animali senza ragione, guidati dall'istinto e destinati alla cattura e alla distruzione. Insultano ciò che non conoscono e periranno nella stessa rovina,
ricevendo danno come paga del male compiuto. Considerano un piacere darsi ai bagordi in pieno giorno: sono macchie e disonore, si compiacciono dei loro inganni mentre siedono a mensa con voi.
Hanno occhi che cercano continuamente l'adulterio e non si saziano di peccato. Adescano persone instabili; hanno il cuore allenato all'avidità e sono segnati dalla maledizione.
Hanno abbandonato la via diritta e si sono smarriti, seguendo Balaam, figlio di Beor, che amò il guadagno ottenuto con l'ingiustizia.
Fu però rimproverato per la sua trasgressione: una bestia da soma, incapace di parlare, usò una voce umana e fermò la follia del profeta.
Sono sorgenti asciutte e banchi di nebbia trascinati dalla tempesta. Per loro sono riservate le tenebre più profonde.
Con discorsi gonfi e vuoti, facendo leva sui desideri carnali e sulla dissolutezza, adescano quelli che hanno appena cominciato a sottrarsi a chi vive nell'errore.
Promettono libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione: ciascuno diventa schiavo di ciò che lo domina.
Se, dopo essere sfuggiti alle contaminazioni del mondo conoscendo il Signore e Salvatore Gesù Cristo, vi si lasciano di nuovo coinvolgere e dominare, finiscono in una condizione peggiore di quella iniziale.
Per loro sarebbe stato meglio non conoscere la via della giustizia che conoscerla e poi voltare le spalle al santo comandamento ricevuto.
A loro si è applicato il vero proverbio: «Il cane torna al proprio vomito» e «La scrofa, dopo essersi lavata, torna a rotolarsi nel fango».
