La prima attenzione del mattino spesso va a uno schermo. In pochi minuti arrivano richieste, confronti, notizie e urgenze. Non c’è bisogno di demonizzare questi strumenti per accorgersi che possiamo scegliere un ordine diverso: prima riconoscere di essere vivi, poi rispondere al mondo.
Una preghiera semplice può stare nel tempo di aprire una finestra o preparare una bevanda. Ringraziare per un dono, nominare una persona da custodire, chiedere pazienza per un incontro difficile. È un modo concreto di orientare l’attenzione, senza aggiungere una prestazione all’elenco delle cose da fare.
Se un mattino non riusciamo, possiamo ricominciare quello dopo. La fedeltà cresce nella possibilità di tornare. Dio non aspetta una versione efficiente di noi, ma la persona reale che si presenta con la sua vita.
