Dio creatore,
la terra è tua e tutto ciò che contiene.
Noi l’abbiamo ricevuta come casa e compito,
non come possesso da consumare senza misura.
Perdonaci quando confondiamo il dominio con l’abuso
e il benessere con l’accumulo che lascia altri senza futuro.
Ascolta il gemito della creazione:
i territori feriti, le acque inquinate,
le specie minacciate e i raccolti incerti.
Ascolta insieme il grido delle persone,
perché la terra e i poveri non sono due problemi separati.
Custodisci chi vive nelle periferie esposte,
chi perde casa o lavoro a causa dei disastri,
chi è costretto a migrare,
chi si ammala dove l’aria e l’acqua non sono sicure,
e chi porta un peso ambientale
prodotto soprattutto dalle scelte di altri.
Dona sapienza a ricercatori e insegnanti,
onestà a governanti e imprese,
coraggio alle comunità ecclesiali.
Fa’ che la conoscenza non resti chiusa nei convegni,
che le decisioni ascoltino dati e persone
e che ogni innovazione sia misurata
anche dalla dignità dei più vulnerabili.
Converti le nostre abitudini, Signore.
Mostraci gli sprechi che possiamo evitare,
le scelte che possiamo rendere più giuste,
i luoghi comuni che possiamo custodire
e le voci competenti che dobbiamo ascoltare.
Liberaci dal fatalismo che non agisce
e dall’orgoglio che pretende di salvarsi da solo.
Gesù risorto,
primizia della nuova creazione,
sostieni la nostra speranza mentre ancora gemiamo.
Rendici figli riconoscibili del Padre:
sobri, grati, perseveranti,
attenti alla terra e a ogni persona.
Fa’ che il nostro lavoro di oggi
diventi un piccolo segno del mondo riconciliato.
Amen.
