Togliti i sandali: materia, limite e presenza di Dio in Esodo 3,1-6
Riflessione esegetica originale sul roveto ardente: Dio chiama nella concretezza, santifica un luogo e libera la materia sia dal disprezzo sia dall’idolatria.
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Riflessione esegetica originale sulla comunità di Antiochia: il Vangelo oltre i confini, il discernimento di Barnaba, la formazione e un nome riconoscibile nella vita.
Riflessione esegetica originale sull’amore riconosciuto nel dono di Cristo, sui beni condivisi e sulla distanza fra parole religiose e bisogno concreto.
Riflessione esegetica originale sul giudizio delle nazioni, l’accoglienza dello straniero e la concretezza della misericordia cristiana.
Riflessione esegetica originale su Bartimeo: il grido che la folla vuole spegnere, lo sguardo di Gesù e un ascolto che conduce alla sequela.
Riflessione esegetica originale sul buon pastore, sul mercenario e sull’unico gregge: il ministero come conoscenza personale, custodia e dono della vita.
Riflessione esegetica originale sul buon pastore: il dono della vita di Cristo, il discernimento dei pastori e una comunione che non cancella le differenze.
Riflessione esegetica originale sul fratricidio di Caino: Dio ascolta il sangue di Abele, giudica il colpevole e pone un limite alla spirale della vendetta.
Riflessione esegetica originale sul pianto di Rachele, sulla violenza che ferisce le famiglie e su una speranza cristiana che non cancella il lutto.
Riflessione esegetica originale sulla comunione eucaristica: partecipazione a Cristo, unità ecclesiale e responsabilità di diventare fermento di pace.
Nell’Angelus pronunciato in Piazza San Pietro il 1° gennaio 2025, nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella LVIII Giornata mondiale della pace, Papa Francesco collega la contemplazione del Natale alla responsabilità di costruire riconciliazione. Il Vangelo dei pastori a Betlemme introduce due nuclei: Gesù, presentato come rivelazione dell’amore di Dio che salva, e il cuore di Maria, che custodisce gli avvenimenti e alimenta la speranza. Il richiamo alle madri ferite dalla violenza rende concreta la condanna della guerra e prepara l’invito a gesti gratuiti di pace e perdono. Dopo l’Angelus, Francesco sviluppa il tema della remissione dei debiti nel contesto del Giubileo: dal perdono dei peccati passa alla richiesta di cancellare o ridurre i debiti dei Paesi più poveri. Ringrazia le iniziative ecclesiali per la pace e quanti operano nel dialogo e nei negoziati, ricordando diversi territori segnati dai conflitti. La lettura offre un percorso unitario fra meditazione evangelica, relazioni personali e responsabilità sociale.
Riflessione esegetica originale su Luca 11,15-26, Vangelo del 9 ottobre 2026: il regno di Dio, il più forte, il cuore liberato e il pericolo di una conversione ridotta alla sola pulizia morale.
Riflessione esegetica originale sulla carestia narrata in Genesi 41 e sulla responsabilità di amministrare il cibo perché la vita non diventi ostaggio della paura o del potere.
Riflessione esegetica originale sul banchetto di Isaia 25: la salvezza offerta a tutti i popoli, il velo del dolore rimosso e la gioia che nasce dall’attesa fedele di Dio.
Riflessione originale sulla colletta paolina: comunione tra Chiese, libertà del dono, concretezza della carità e criterio evangelico dell’uguaglianza.
Nell’intervista firmata da Regina Einig, Christof Müller, direttore del Centro per la ricerca agostiniana dell’Università di Würzburg, illustra le ragioni dell’interesse ancora vivo per Agostino. Al centro vi sono le Confessioni e una concezione della conversione come iniziativa di Dio che conduce la persona a ritrovare se stessa, senza interromperne il cammino di ricerca. Müller presenta inoltre Agostino come interlocutore di una società pluralista: impegnato nella ricerca della verità, ma aperto alla ragione e al dialogo. L’intervista affronta le possibilità e i limiti della ricezione agostiniana nella società secolarizzata, individuando nelle domande sull’interiorità, sulla felicità e sull’amore importanti punti di incontro. Una parte significativa riguarda il lavoro scientifico: edizioni ancora insoddisfacenti, rapporti con altre discipline, giornate di studio e un progetto sulla corrispondenza. Completano il quadro suggerimenti di lettura e riferimenti a opere cinematografiche e musicali. Il testo proviene da un articolo di Die Tagespost del 7 luglio 2016, ripubblicato nel portale del centro.
Nell’Angelus pronunciato in Piazza San Pietro il 5 gennaio 2025, papa Francesco commenta il Vangelo di Giovanni presentando Gesù, Verbo fatto carne, come luce che le tenebre non possono vincere. Attraverso gli incontri e le difficoltà narrati nel contesto del Natale, sottolinea un amore divino che raggiunge le persone senza lasciarsi fermare da chiusure, povertà e divisioni. La riflessione diventa un invito concreto: prendere l’iniziativa nella vicinanza a chi soffre, nel perdono, nella compassione e nella riconciliazione, in famiglia e nella società. Il nuovo anno e il Giubileo appena iniziato costituiscono il contesto dell’esortazione a essere messaggeri di speranza. Dopo la preghiera, Francesco saluta diversi gruppi di fedeli e pellegrini, valorizza il lavoro degli insegnanti di religione e rinnova l’appello per la pace. Chiede alla comunità internazionale di tutelare il diritto umanitario e denuncia gli attacchi contro civili, scuole, ospedali e luoghi di lavoro.
La fonte presenta in greco i sedici capitoli della Didaché dei Dodici Apostoli, un insegnamento che unisce condotta morale, preghiera, celebrazione e organizzazione comunitaria. Il percorso si apre con il contrasto tra la via della vita e quella della morte: amore di Dio e del prossimo, generosità, mitezza e coerenza sono contrapposti a violenza, inganno, idolatria e indifferenza verso i poveri. Seguono indicazioni sul battesimo, sul digiuno, sul Padre nostro e sulle preghiere di ringraziamento per il calice e il pane. Una sezione articolata disciplina l’accoglienza di apostoli, profeti, maestri e viaggiatori, distinguendo il servizio autentico dall’abuso dell’ospitalità e dall’interesse economico. Gli ultimi capitoli collegano assemblea domenicale, riconciliazione, scelta di vescovi e diaconi e vigilanza nell’attesa del Signore. La lettura permette di osservare come il documento intrecci fede professata e comportamenti concreti. La pagina non fornisce una datazione, un autore identificabile o un apparato critico; le sue prescrizioni richiedono quindi una lettura contestuale e teologicamente attenta.
La guida raccoglie contributi di numerosi autori per accompagnare il lettore nella comprensione dell’Antico e del Nuovo Testamento. Il percorso integra storia, geografia, archeologia, formazione dei libri, generi letterari, interpretazione teologica e preghiera. L’apertura di Carlo Maria Martini indica nella lectio divina il passaggio decisivo dallo studio alla familiarità orante con la Scrittura. Le sezioni successive sviluppano il tema dell’alleanza, presentano la storia di Israele e il contesto di Gesù, spiegano i metodi esegetici e approfondiscono Cristo, la Chiesa, la morale, Maria e la spiritualità biblica. Un’attenzione specifica è riservata alla lettura ebraica e alle radici giudaiche del cristianesimo. La tesi ricorrente è che la Bibbia vada letta rispettando la sua concreta umanità storica e letteraria, senza ridurla né a cronaca né a raccolta di precetti isolati. La pluralità dei contributi comporta differenze di impostazione e alcune tensioni interne. La lettura è utile per la formazione biblica e pastorale, purché si distinguano insegnamenti ecclesiali, ipotesi degli studiosi e valutazioni personali degli autori.
Nella relazione presentata al 5° Convegno Ecclesiale Nazionale, a Firenze l’11 novembre 2015, Giuseppe Lorizio interpreta il nuovo umanesimo cristiano attraverso il paradigma dell’alleanza. La sua tesi è che la fede in Gesù Cristo non produca soltanto un’etica umanitaria, ma una trasformazione dell’esistenza radicata nell’unione tra umano e divino nel Verbo incarnato. Da questo fondamento sviluppa sette ambiti di responsabilità: il rapporto con la natura, l’alleanza uomo-donna, i legami fra generazioni, la solidarietà fra popoli, il dialogo fra religioni, il rapporto tra cittadini e istituzioni e la fedeltà della Chiesa a Cristo. La riflessione intreccia passi biblici, documenti ecclesiali e riferimenti filosofici con questioni concrete: sostenibilità, dignità delle donne, educazione, lavoro giovanile, migrazioni, partecipazione politica e trasparenza dei beni ecclesiastici. Ne emerge una proposta pastorale che associa accoglienza e denuncia profetica, riconciliazione e conversione. La lettura offre criteri per interrogare le comunità cristiane sulla coerenza tra celebrazione eucaristica, testimonianza e responsabilità sociale.