Facoltà Teologica del Triveneto
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Istituzione accademica fiorentina per l'insegnamento e lo studio interdisciplinare della teologia. Qui trovi il collegamento alla fonte e un orientamento redazionale ai contenuti principali.
La commissione per l’educazione ecumenica ha esaminato programmi regionali, partecipazione giovanile e due reti di studio promosse da donne indigene e studiose ortodosse.
La Federazione Luterana Mondiale documenta iniziative nate da un percorso teologico per comunità francofone: seminari, lavoro con adolescenti e proposte per una responsabilità stabile nelle Chiese.

Una lezione accademica di storia della Chiesa che approfondisce il significato teologico e storico del celibato ecclesiastico, l'istituzione liturgica della festa del Natale nel IV secolo e la complessa questione storica e magisteriale relativa all'accesso delle donne ai ministeri ordinati.

La seconda lezione del corso di Storia della Chiesa dell'Istituto Teologico Marchigiano approfondisce il legame imprescindibile tra teologia e storia, esaminando lo statuto epistemologico della scienza storica, l'uso critico delle fonti e la differenza tra cronaca e interpretazione storica, con particolare attenzione alla specificità della Chiesa come realtà di fede.
Preghiera cattolica originale per teologi, catechisti, famiglie e giovani impegnati nella formazione cristiana e nel cammino verso l’unità.
Grande archivio di divulgazione e apologetica cattolica, con risposte a domande su Bibbia, dottrina, storia, sacramenti ed etica.
La guida raccoglie contributi di numerosi autori per accompagnare il lettore nella comprensione dell’Antico e del Nuovo Testamento. Il percorso integra storia, geografia, archeologia, formazione dei libri, generi letterari, interpretazione teologica e preghiera. L’apertura di Carlo Maria Martini indica nella lectio divina il passaggio decisivo dallo studio alla familiarità orante con la Scrittura. Le sezioni successive sviluppano il tema dell’alleanza, presentano la storia di Israele e il contesto di Gesù, spiegano i metodi esegetici e approfondiscono Cristo, la Chiesa, la morale, Maria e la spiritualità biblica. Un’attenzione specifica è riservata alla lettura ebraica e alle radici giudaiche del cristianesimo. La tesi ricorrente è che la Bibbia vada letta rispettando la sua concreta umanità storica e letteraria, senza ridurla né a cronaca né a raccolta di precetti isolati. La pluralità dei contributi comporta differenze di impostazione e alcune tensioni interne. La lettura è utile per la formazione biblica e pastorale, purché si distinguano insegnamenti ecclesiali, ipotesi degli studiosi e valutazioni personali degli autori.
La fonte presenta in greco i sedici capitoli della Didaché dei Dodici Apostoli, un insegnamento che unisce condotta morale, preghiera, celebrazione e organizzazione comunitaria. Il percorso si apre con il contrasto tra la via della vita e quella della morte: amore di Dio e del prossimo, generosità, mitezza e coerenza sono contrapposti a violenza, inganno, idolatria e indifferenza verso i poveri. Seguono indicazioni sul battesimo, sul digiuno, sul Padre nostro e sulle preghiere di ringraziamento per il calice e il pane. Una sezione articolata disciplina l’accoglienza di apostoli, profeti, maestri e viaggiatori, distinguendo il servizio autentico dall’abuso dell’ospitalità e dall’interesse economico. Gli ultimi capitoli collegano assemblea domenicale, riconciliazione, scelta di vescovi e diaconi e vigilanza nell’attesa del Signore. La lettura permette di osservare come il documento intrecci fede professata e comportamenti concreti. La pagina non fornisce una datazione, un autore identificabile o un apparato critico; le sue prescrizioni richiedono quindi una lettura contestuale e teologicamente attenta.
Nella relazione presentata al 5° Convegno Ecclesiale Nazionale, a Firenze l’11 novembre 2015, Giuseppe Lorizio interpreta il nuovo umanesimo cristiano attraverso il paradigma dell’alleanza. La sua tesi è che la fede in Gesù Cristo non produca soltanto un’etica umanitaria, ma una trasformazione dell’esistenza radicata nell’unione tra umano e divino nel Verbo incarnato. Da questo fondamento sviluppa sette ambiti di responsabilità: il rapporto con la natura, l’alleanza uomo-donna, i legami fra generazioni, la solidarietà fra popoli, il dialogo fra religioni, il rapporto tra cittadini e istituzioni e la fedeltà della Chiesa a Cristo. La riflessione intreccia passi biblici, documenti ecclesiali e riferimenti filosofici con questioni concrete: sostenibilità, dignità delle donne, educazione, lavoro giovanile, migrazioni, partecipazione politica e trasparenza dei beni ecclesiastici. Ne emerge una proposta pastorale che associa accoglienza e denuncia profetica, riconciliazione e conversione. La lettura offre criteri per interrogare le comunità cristiane sulla coerenza tra celebrazione eucaristica, testimonianza e responsabilità sociale.
Il primo libro delle Confessioni, attribuito nella pagina ad Aurelius Augustinus, intreccia preghiera, ricostruzione autobiografica e riflessione morale. L’apertura presenta il desiderio umano di trovare riposo in Dio e interroga il rapporto tra fede, invocazione e conoscenza. Il racconto passa quindi all’infanzia, ricostruita attraverso testimonianze e osservazione di altri bambini, e alla fanciullezza ricordata direttamente: apprendimento del linguaggio, scuola, giochi, punizioni e prime esperienze religiose. Agostino riconosce il valore delle capacità ricevute, ma esamina anche gelosia, disobbedienza, menzogna e ricerca della superiorità. Particolare rilievo assumono il battesimo richiesto durante una malattia e poi rinviato, la critica degli insegnamenti letterari moralmente ambigui e il contrasto tra correttezza grammaticale e rettitudine della condotta. Il libro non respinge il sapere linguistico: ne domanda un orientamento diverso. La conclusione ringrazia Dio per i beni dell’esistenza e individua il disordine nella ricerca di piacere, grandezza e verità nelle creature senza riferirli al Creatore.
Il documento propone un itinerario cristiano sul problema del male e sulla domanda rivolta a Dio da chi soffre. Proveniente da Equipes libanesi, nasce nel contesto di lutti personali, dello tsunami ricordato nell’introduzione e degli avvenimenti del Libano del luglio 2006; la traduzione italiana è datata settembre 2008. Nove capitoli, accompagnati da preghiere e domande per il confronto, conducono dalle diverse forme del dolore alla contemplazione di Gesù crocifisso e risorto, quindi alla responsabilità personale, alla solidarietà e alla testimonianza della gioia. La tesi centrale è che la fede non offra una spiegazione risolutiva della sofferenza, ma riconosca una presenza d’amore capace di accompagnarla e trasformare la risposta umana. Il testo valorizza ascolto, compassione e vita comunitaria, soprattutto delle coppie. Richiede tuttavia una lettura redazionalmente accompagnata: contiene formulazioni teologiche radicali, riferimenti biblici imprecisi e passaggi su depressione, tristezza e ricorso ai terapeuti che rischiano di confondere l’esortazione spirituale con il giudizio sulla fragilità psicologica.
Nella Messa dell’8 ottobre in San Pietro, il Papa collega ricerca teologica, senso critico e responsabilità ecclesiale. Un richiamo anche ai rischi della frammentazione del sapere e dell’attenzione.

Prima lezione del corso di Storia della Chiesa antica e medievale presso la Scuola di Formazione Teologica: statuto epistemologico, fonti storiche e programma accademico.

In questa lezione per l'Istituto Teologico Marchigiano, il docente approfondisce lo statuto epistemologico della storia della Chiesa e il suo ruolo all'interno della formazione teologica. Vengono confrontate le concezioni positivista, idealista e cristiana della storia, mostrando come il metodo storico-critico sia necessario ma debba integrarsi con l'apertura al trascendente e al mistero di Cristo. Attraverso citazioni di storici e pontefici, la Chiesa viene presentata non come un museo statico, ma come una realtà viva e storicamente incarnata (Ecclesia semper reformanda).
La pagina propone due formule di preghiera per la comunione spirituale e un ampio approfondimento sul desiderio di unirsi a Gesù nell’Eucaristia quando non si riceve la comunione sacramentale. Il materiale comprende un richiamo attribuito a san Giovanni Bosco e un estratto da un volume di Mons. De Guiberges, con spiegazioni, testimonianze devozionali e suggerimenti per la preghiera quotidiana. La risorsa può servire alla lettura personale e alla preparazione di momenti di raccoglimento. Sono inoltre visibili rimandi alla cappellina e ad altre sezioni del sito, le cui funzioni non sono verificabili dal solo contenuto fornito.
La Conferenza episcopale toscana ha annunciato la sperimentazione per l’anno in corso, insieme a iniziative comuni per il clero, i giovani e il cammino sinodale.

P. Andrzej Cekiera ocd tiene una meditazione basata sulla seconda lettera di San Paolo a Timoteo (in particolare sul capitolo 4), considerata il testamento spirituale dell'Apostolo. L'incontro approfondisce la figura di Timoteo come discepolo e collaboratore di Paolo, evidenziandone la fragilità umana e caratteriale, le sfide affrontate dalla Chiesa primitiva (persecuzioni, false dottrine, individualismo) e la chiamata fondamentale per ogni credente e consacrato a essere annunciatore del Vangelo. Vengono analizzati i verbi paolini «annuncia la parola, insisti, ammonisci, rimprovera, esorta», ponendo l'accento sulla coerenza di vita, sulla preghiera quotidiana e sulla necessità che l'evangelizzazione parta da un cuore profondamente trasformato da Cristo.