CHIESE PROTESTANTI

A Dakar la voce di Dadaab: l’educazione dei rifugiati entra alla Commissione africana

La Federazione luterana mondiale ha portato alla sessione della Commissione africana il caso della scuola Horyaal, dove tagli e carenza di docenti minacciano un percorso educativo costruito nel campo profughi.

Redazione Radio TV Pater 3 min di lettura
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La Federazione luterana mondiale ha portato alla sessione della Commissione africana il caso della scuola Horyaal, dove tagli e carenza di docenti minacciano un percorso educativo costruito nel campo profughi.

Una testimonianza dal campo profughi alla sede dei diritti umani

La condizione educativa dei rifugiati di Dadaab, in Kenya, è stata presentata a Dakar durante l’89ª sessione della Commissione africana dei diritti dell’uomo e dei popoli, in corso dal 12 al 21 ottobre. La Federazione luterana mondiale ha sostenuto la partecipazione di Farah Mohammed Hussain, rifugiato somalo e preside della Horyaal Comprehensive School, a un evento dedicato all’inclusione dell’apprendimento sociale ed emotivo nel diritto all’istruzione.

Hussain ha raccontato di essere fuggito dalla Somalia con la madre e due sorelle nel 1992, dopo l’uccisione del padre e di due fratelli durante la guerra civile. Entrato da bambino nel sistema scolastico del campo, è diventato insegnante nel 2011 e oggi dirige una scuola con più di duemila alunni, dal livello dell’infanzia alla secondaria inferiore. La sua biografia mostra in modo concreto che l’istruzione dei rifugiati non è soltanto assistenza temporanea, ma può formare la leadership delle stesse comunità.

Duemila alunni e quindici insegnanti

La scuola Horyaal è gestita dalla Federazione luterana mondiale per conto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Accoglie ragazzi provenienti dalla Somalia, dal Sudan del Sud, dal Burundi, dalla Repubblica Democratica del Congo e dalla comunità ospitante. Oltre alle materie curricolari offre musica, teatro, dibattito, orientamento e sostegno psicosociale, strumenti ritenuti essenziali per studenti segnati da conflitto e sfollamento.

Il dato più allarmante riguarda il personale. Secondo Hussain, nell’ultimo anno gli insegnanti sono scesi da venticinque a quindici, compreso lui, affiancati da due amministratori. La causa indicata è la riduzione dei finanziamenti. La retribuzione di un docente qualificato nel campo sarebbe inferiore a un quarto di quella disponibile nelle scuole kenyane, mentre per i giovani diplomati le opportunità di lavoro restano quasi inesistenti. Sono affermazioni attribuite al preside e alla Federazione, non statistiche indipendentemente certificate dalla Commissione.

La richiesta agli Stati dell’Unione africana

La Federazione luterana mondiale ha chiesto agli Stati membri di inserire nelle legislazioni nazionali il diritto dei rifugiati a un’educazione completa, includendo il benessere psicologico e relazionale. Ester Wolf, responsabile dell’organizzazione per l’advocacy sui diritti umani, ha collegato la richiesta alla necessità di cooperazione tra governi, istituzioni regionali, organizzazioni guidate dai rifugiati e partner dello sviluppo.

La notizia riguarda l’azione pubblica di una comunione di Chiese luterane, ma non pretende di parlare a nome di tutte le Chiese protestanti né dell’intera Commissione africana. Il fatto verificato è la partecipazione della Federazione alla sessione e la testimonianza presentata. Eventuali decisioni formali della Commissione o modifiche legislative dovranno essere documentate separatamente: per ora si tratta di un appello sostenuto da un caso scolastico concreto.

Fonti e documentazione

Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.

  1. Federazione luterana mondiale, diritto all’educazione dei rifugiati alla Commissione africana, 19 ottobre 2026
  2. LWF World Service, programma Kenya-Somalia

Data dei fatti: 19 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .

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