LIBERTÀ RELIGIOSA

India, rinviata l’ordinazione del gesuita Basil Hadde dopo l’intervento delle autorità

La celebrazione prevista a Dhanwar è stata sospesa dopo contestazioni sulla conversione del diacono, appartenente alla comunità tribale Kodaku. I gesuiti annunciano un ricorso legale; i fatti sollevano interrogativi sulla libertà religiosa.

Redazione Radio TV Pater 2 min di lettura
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La celebrazione prevista a Dhanwar è stata sospesa dopo contestazioni sulla conversione del diacono, appartenente alla comunità tribale Kodaku. I gesuiti annunciano un ricorso legale; i fatti sollevano interrogativi sulla libertà religiosa.

La celebrazione fermata alla vigilia

L’ordinazione sacerdotale del diacono gesuita Basil Hadde, prevista il 14 ottobre nella parrocchia di Dhanwar, nel distretto di Balrampur dello Stato indiano del Chhattisgarh, è stata rinviata dopo l’intervento di funzionari civili e di polizia. La vicenda è stata resa pubblica il 17 ottobre da Catholic Connect, piattaforma cattolica indiana. Secondo il resoconto, le autorità hanno chiesto documenti relativi alla sua appartenenza cristiana e alla conversione della famiglia.

Hadde appartiene alla comunità tribale Kodaku e, secondo le fonti ecclesiali citate, sarebbe il primo membro del suo gruppo a giungere al ministero ordinato o alla vita religiosa. Aveva presentato il certificato di battesimo, ma i funzionari avrebbero richiesto anche una prova dell’autorizzazione civile alla conversione. Il diacono ha riferito di essere diventato cristiano con i genitori nel 1995, prima dell’entrata in vigore della legislazione statale sulle conversioni.

La decisione dei gesuiti e il ricorso annunciato

Il resoconto afferma che l’amministrazione avrebbe ricevuto una denuncia da due persone contrarie alla celebrazione e avrebbe avvertito la parrocchia di possibili problemi di ordine pubblico. I responsabili gesuiti e il consiglio parrocchiale hanno quindi accettato di sospendere temporaneamente l’ordinazione, invitando i fedeli alla calma. Hadde è stato trasferito in un luogo non precisato per ragioni di sicurezza.

I gesuiti intendono utilizzare gli strumenti legali per dimostrare la regolarità della sua condizione e chiedono che l’ordinazione possa svolgersi nella parrocchia di origine. Non risulta, al momento della redazione, una decisione giudiziaria né una nuova data per la celebrazione. Le contestazioni amministrative riportate restano dunque oggetto di verifica e di un confronto legale ancora aperto.

Una questione di libertà di coscienza

L’articolo 25 della Costituzione indiana tutela la libertà di coscienza e il diritto di professare, praticare e propagare la religione, nei limiti dell’ordine pubblico, della moralità e della salute. Diversi Stati indiani hanno però adottato leggi che regolano le conversioni e che sono al centro di un confronto politico e giuridico, specialmente quando coinvolgono comunità tribali.

Il caso richiede precisione: non è stata cancellata un’ordinazione dalla Chiesa, ma una celebrazione è stata rinviata per l’intervento delle autorità locali e per timori di sicurezza. La fonte disponibile riporta la ricostruzione ecclesiale; non presenta una risposta dettagliata dell’amministrazione. Per questo l’attribuzione delle singole affermazioni resta esplicita e non vengono anticipate responsabilità definitive.

Fonti e documentazione

Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.

  1. Catholic Connect India, 17 ottobre 2026
  2. Costituzione dell’India, portale legislativo ufficiale

Data dei fatti: 14 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .

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