All’Ahimsa Day nel Parlamento britannico il cardinale George Koovakad ricorda quarant’anni di rapporti fra Santa Sede e comunità jain e chiede alle religioni di diventare ponti.
L’Ahimsa Day entra nel cuore istituzionale di Londra
Il cardinale George Jacob Koovakad, prefetto del Dicastero per il dialogo interreligioso, è intervenuto il 19 ottobre all’Ahimsa Day organizzato dall’Institute of Jainology nel Parlamento britannico. Davanti a guide spirituali jain, rappresentanti di diverse tradizioni religiose, parlamentari e attivisti per la pace, ha presentato la nonviolenza non come passività, ma come scelta capace di congiungere giustizia, riconciliazione e pace.
Il fatto è distinto dagli altri appuntamenti britannici del cardinale già raccontati da Radio TV Pater: questa celebrazione ha avuto come centro specifico il principio jain dell’ahimsa e la storia dei rapporti fra comunità jain e Santa Sede. La parola sanscrita indica il rifiuto di provocare danno agli esseri viventi non soltanto con le azioni, ma anche con pensieri e parole. Koovakad ne ha riconosciuto la profondità nella tradizione jain senza assimilarla automaticamente alla teologia cristiana.
Identità distinte, una responsabilità condivisa
Nel suo messaggio il porporato ha accostato all’ahimsa l’insegnamento evangelico sull’amore dei nemici, il comando di Gesù a Pietro di riporre la spada e l’idea cristiana di vincere il male con il bene. Ha precisato che la nonviolenza non significa resa davanti all’ingiustizia. Il punto comune individuato non è quindi una fusione delle fedi, ma la possibilità di tradurre convinzioni differenti in collaborazione concreta contro violenza, povertà e distruzione ambientale.
Il cardinale ha ricordato che il rapporto istituzionale risale al 1986, quando Giovanni Paolo II invitò il leader jain Acharya Shri Tulsi all’incontro interreligioso di Assisi. Seguirono un’udienza con una delegazione internazionale jain nel 1995 e colloqui formali con l’allora Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso nel 2011. In quattro decenni il confronto ha toccato nonviolenza, vita familiare, sviluppo sostenibile, cura del creato e pace.
Dalla celebrazione alla formazione delle comunità
Koovakad ha chiesto che il dialogo cattolico-jain diventi un ponte capace di collegare comunità, educare i giovani, difendere la dignità della vita e rispondere insieme alle crisi sociali ed ecologiche. Ha collegato questa prospettiva al quarantesimo anniversario dell’incontro di Assisi, che ricorre il 27 ottobre, e all’ottavo centenario della morte di san Francesco, sottolineando i temi della fraternità e della custodia del creato.
La celebrazione precedeva una conferenza cattolico-jain prevista per il 20 ottobre. È importante distinguere l’appello da un risultato già conseguito: il discorso stabilisce una direzione e riconosce una relazione consolidata, ma gli effetti dovranno essere verificati nei programmi educativi e nelle iniziative comuni. Il messaggio finale è che le religioni possono cooperare senza rinunciare alla propria identità e senza usare le differenze come strumenti di divisione.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
Data dei fatti: 19 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
