La polizia indaga per incendio doloso sull’assalto del 14 ottobre a Centurion. Il rappresentante del Dalai Lama è fuggito da una finestra; la causa politica resta un’ipotesi, non un fatto accertato.
Un secondo attacco in tre mesi
A una settimana dall’attacco con bottiglie incendiarie del 14 ottobre 2026 contro l’Ufficio del Tibet a Centurion, nell’area di Pretoria, la polizia sudafricana non aveva eseguito arresti. La portavoce della polizia del Gauteng, brigadiere Brenda Muridili, ha dichiarato che le indagini per incendio doloso sono in corso. L’edificio è anche la residenza di Dhundup Gyalpo, rappresentante del Dalai Lama per l’Africa.
L’assalto è avvenuto attorno alle 23.15 a Lyttelton Manor. Gyalpo, svegliato dalla rottura dei vetri e dal fumo, non poteva raggiungere l’uscita principale: ha rotto una finestra della camera ed è uscito da lì, riportando ferite lievi causate dai vetri. Il fuoco ha distrutto mobili, documenti e ampie parti dell’interno, rendendo la struttura temporaneamente inabitabile.
Il precedente del 6 luglio
La Central Tibetan Administration ha confermato che lo stesso immobile era già stato colpito il 6 luglio, giorno del 91° compleanno del Dalai Lama. In quell’occasione furono lanciate tre bottiglie incendiarie, ma soltanto una esplose e i danni furono limitati. Il secondo episodio, diretto contro le finestre, ha avuto conseguenze assai più gravi.
Il Kashag, esecutivo tibetano in esilio, ha espresso forte preoccupazione per la sicurezza del personale. Rappresentanze statunitensi e britanniche e organizzazioni tibetane hanno chiesto un’indagine rapida e trasparente. La Desmond and Leah Tutu Legacy Foundation ha ricordato che l’assenza di status diplomatico non riduce il diritto degli occupanti alla protezione prevista dalla legge sudafricana.
Motivazioni ancora da provare
Gyalpo ha ipotizzato che l’azione possa essere stata politicamente motivata e il rappresentante statunitense ha parlato di un possibile schema di repressione transnazionale. Queste sono valutazioni e sospetti, non conclusioni investigative. Né la polizia né un tribunale hanno attribuito l’attacco a un governo, a un’organizzazione o a persone determinate. Non va quindi trasformata un’ipotesi in responsabilità accertata.
L’Ufficio del Tibet opera in Sudafrica dal 1997 come organizzazione non governativa e coordina attività in diversi Paesi africani. Pretoria riconosce il Tibet come parte della Cina secondo la propria politica di una sola Cina. Questo contesto spiega l’attenzione internazionale, ma non dimostra l’origine dell’attacco. Il dato nuovo del 21 ottobre è l’assenza di arresti, la conferma dell’indagine per incendio doloso e la crescente richiesta di tutela.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- Central Tibetan Administration, comunicato sull’attacco del 14 ottobre 2026
- Inside Politics, aggiornamento dell’indagine, 21 ottobre 2026
Data dei fatti: 21 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
