A Lambeth Palace la delegazione del Consiglio delle Chiese sudsudanesi ha incontrato responsabili anglicani, cattolici e presbiteriani: il voto da solo non fermerà violenza e sfollamenti.
L’incontro a Lambeth Palace
L’arcivescova di Canterbury Sarah Mullally ha ospitato il 23 ottobre a Lambeth Palace, a Londra, una delegazione del South Sudan Council of Churches insieme a organizzazioni cristiane e rappresentanti istituzionali. L’incontro ha portato al centro la situazione del Sud Sudan, dove le elezioni sono previste per il 22 dicembre dopo ripetuti rinvii. La delegazione ha presentato il lavoro delle Chiese nella mediazione locale, nell’assistenza agli sfollati e nella ricostruzione della fiducia. La presenza congiunta non cancella le differenze confessionali: il Consiglio riunisce Chiese anglicane, cattoliche, presbiteriane e altre comunità cristiane che collaborano su pace e protezione dei civili.
Una risposta congiunta delle Chiese britanniche
La lettera di risposta è stata firmata dall’arcivescova Mullally, dall’arcivescovo cattolico di Westminster Richard Moth e dal moderatore della Chiesa di Scozia Gordon Kennedy. I tre leader hanno riconosciuto il ruolo del Consiglio sudsudanese e affermato che elezioni credibili richiedono sicurezza, spazio civico, istituzioni funzionanti e partecipazione della popolazione. La firma ecumenica è un fatto concreto: anglicani, cattolici e presbiteriani parlano insieme senza trasformare l’iniziativa in una struttura confessionale unica. Il loro messaggio è rivolto tanto alle autorità del Sud Sudan quanto alla comunità internazionale.
Il voto non basta
La lettera avverte che le elezioni, prese isolatamente, non risolveranno le cause del conflitto. Il Paese continua a registrare violenza armata, fame, sfollamento e un rischio elevato di atrocità. Christian Aid ha raccolto voci di comunità che chiedono ascolto e garanzie prima del voto. Le Chiese sollecitano un processo inclusivo, il rispetto degli accordi di pace e la protezione di chi opera sul territorio. La posizione non è un invito a cancellare il voto, ma a impedire che una scadenza elettorale diventi un sostituto della pacificazione o un’occasione di nuova coercizione.
Una responsabilità ecumenica
Nel Sud Sudan le reti ecclesiali raggiungono villaggi e campi per sfollati dove lo Stato e gli organismi internazionali hanno accesso discontinuo. Questa capillarità rende le Chiese interlocutori essenziali, ma impone trasparenza, imparzialità e attenzione alle vittime di tutte le appartenenze. L’incontro di Londra si collega alla lunga cooperazione del Consiglio con i partner internazionali; il nuovo elemento è l’appello congiunto alla vigilia di un calendario elettorale preciso. La verifica dei prossimi mesi riguarderà libertà di campagna, registrazione degli elettori, cessazione delle violenze e attuazione delle garanzie concordate.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
Data dei fatti: 23 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
