L’osservatore permanente Christophe Z. El-Kassis avverte che militarizzazione e capacità antisatellite minacciano servizi civili essenziali e stabilità internazionale.
Il richiamo nella Prima commissione
La Santa Sede ha chiesto alle Nazioni Unite di colmare le lacune giuridiche che consentono la corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico. L’arcivescovo Christophe Zakhia El-Kassis, nunzio apostolico e osservatore permanente presso l’ONU a New York, è intervenuto il 21 ottobre nel dibattito tematico della Prima commissione dell’81ª Assemblea generale. Il diplomatico ha riconosciuto che satelliti e infrastrutture orbitali sostengono comunicazioni, navigazione, ricerca scientifica e servizi indispensabili alla vita civile. Proprio questa dipendenza rende la conservazione dello spazio per fini pacifici una responsabilità comune. Una crisi orbitale non resterebbe confinata alla dimensione militare, ma avrebbe conseguenze concrete per popolazioni, soccorsi ed economie.
Il rischio antisatellite
El-Kassis ha collegato la competizione strategica allo sviluppo di capacità progettate per disturbare, danneggiare o distruggere sistemi spaziali. La militarizzazione accresce il rischio di escalation, errori di calcolo e un conflitto capace di interrompere servizi civili essenziali. Anche i detriti causati dalla distruzione di satelliti potrebbero rendere più pericolose intere orbite. La posizione non si limita a una richiesta di prudenza volontaria: il quadro esistente non proibisce tutte le categorie di armi nello spazio e la Santa Sede propone un accordo internazionale giuridicamente vincolante. L’obiettivo è impedire il collocamento di armi e l’uso della forza contro oggetti spaziali, con regole verificabili e applicabili a tutti.
Continuità con il disarmo
L’intervento segue quello della Santa Sede sulle armi nucleari e si inserisce in una linea coerente: la sicurezza non può poggiare sulla minaccia di distruzione o sul vantaggio tecnologico di pochi Stati. Il riferimento allo spazio aggiunge un ambito nel quale intelligenza artificiale, sistemi di allerta e infrastrutture a doppio uso possono moltiplicare l’instabilità. Non è una dichiarazione scientifica sulla gestione tecnica delle orbite, ma una proposta diplomatica e morale rivolta agli Stati. La Santa Sede chiede che cooperazione, trasparenza e diritto precedano la corsa militare. Il fatto nuovo è la formulazione esplicita, nella sede ONU competente, di un divieto complessivo e vincolante come risposta alle capacità emergenti.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
Data dei fatti: 21 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
