Nel dibattito sul disarmo dell’Assemblea generale, l’osservatore permanente Christophe El Kassis ha chiesto divieti chiari per i sistemi d’arma autonomi, responsabilità umana nell’uso dell’intelligenza artificiale e nuovi passi sul nucleare.
Un appello nel momento di maggiore pressione sull’architettura del disarmo
La Santa Sede ha chiesto alle Nazioni Unite uno strumento giuridicamente vincolante che stabilisca divieti chiari sui sistemi d’arma letali autonomi, disciplini lo sviluppo e l’impiego dell’intelligenza artificiale e garantisca responsabilità e protezione dei civili. La posizione è stata presentata il 14 ottobre 2026 dall’arcivescovo Christophe Z. El Kassis, osservatore permanente presso l’ONU, nel dibattito generale della Prima Commissione dell’81ª Assemblea generale.
Il testo ufficiale parte da un giudizio sulla situazione internazionale: conflitti e divisioni stanno indebolendo fiducia e dialogo, mentre la spesa militare e gli investimenti in nuove capacità belliche continuano a crescere. Per la delegazione vaticana, questa traiettoria sottrae risorse allo sviluppo umano integrale e fa ricadere le conseguenze più gravi sulle persone vulnerabili.
Decisioni di vita o di morte e responsabilità umana
La richiesta sulle armi autonome non è presentata come un generico timore verso la tecnologia. Il nodo indicato è il controllo morale e giuridico delle decisioni che incidono sulla vita umana. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi legati al nucleare, osserva il documento, aggiunge rischi alle condizioni nelle quali potrebbero essere prese decisioni dalle conseguenze incalcolabili.
El Kassis ha esteso l’attenzione anche allo spazio e alle tecnologie dell’informazione. La competizione militare nello spazio può comprometterne l’uso pacifico; gli strumenti digitali, quando impiegati in modo ostile, possono minare sicurezza, fiducia tra gli Stati e dignità delle persone. Il criterio proposto dalla Santa Sede è che potenza tecnica e materiale rimangano sottoposte alla responsabilità umana e orientate al bene comune.
Nucleare, test e armi convenzionali
Sul nucleare, la Santa Sede ha richiamato l’attuazione dell’articolo VI del Trattato di non proliferazione e confermato il sostegno al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari. A trent’anni dalla sua adozione, ha definito urgente anche l’entrata in vigore del Trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari, chiedendo nel frattempo il rispetto delle moratorie e il sostegno al sistema di verifica.
L’intervento non si è limitato agli arsenali nucleari: ha ricordato il peso degli esplosivi usati nelle aree popolate, delle mine, dei residuati bellici e della circolazione illecita di armi leggere. Si tratta di una dichiarazione diplomatica della Santa Sede, non di un accordo già raggiunto dagli Stati. Il fatto nuovo è la formulazione pubblica e dettagliata delle richieste vaticane nel negoziato multilaterale del 2026.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- Missione permanente della Santa Sede presso l’ONU, dichiarazione del 14 ottobre 2026
- Vatican News, La Santa Sede alle Nazioni Unite: il disarmo non è rinviabile, 15 ottobre 2026
Data dei fatti: 14 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
