Gruppi ebraici, musulmani, sikh, hindu, cattolici e per i diritti civili riconoscono il calo dei casi registrati, ma avvertono che copertura incompleta e sfiducia possono nascondere parte del fenomeno.
Una lettera comune ai presidenti e ai capigruppo delle commissioni del Congresso
Trentacinque organizzazioni religiose, etniche e per i diritti civili hanno inviato ai responsabili delle commissioni Giustizia e Sicurezza interna del Congresso degli Stati Uniti una lettera che mette in discussione una lettura troppo rassicurante delle statistiche federali sui crimini d’odio. Tra i firmatari figurano Jewish Council for Public Affairs, Muslim Public Affairs Council, Sikh Coalition, Hindus for Human Rights, Union for Reform Judaism e NETWORK Lobby for Catholic Social Justice. La convergenza non autorizza a parlare a nome di tutti gli ebrei, musulmani, sikh, hindu o cattolici americani: è la posizione delle organizzazioni elencate nel documento.
La lettera, resa pubblica il 13 ottobre, parte da un dato positivo ma lo qualifica: il numero di episodi registrati è diminuito rispetto all’anno precedente, tuttavia un calo delle segnalazioni non equivale automaticamente a maggiore sicurezza. I firmatari sostengono che la raccolta sia incompleta, che le procedure di classificazione non siano uniformi e che paura, barriere linguistiche o sfiducia nelle autorità possano scoraggiare alcune vittime dal denunciare. Sono valutazioni della coalizione, distinte dai dati ufficiali dell’FBI.
Cosa dicono effettivamente i dati federali
L’FBI ha pubblicato il 14 agosto le statistiche sui reati segnalati nel 2025. Per i crimini d’odio, le forze dell’ordine partecipanti hanno comunicato 10.881 incidenti e 13.026 reati collegati a pregiudizi di razza o origine, religione, orientamento sessuale, disabilità, genere o identità di genere. Nel sottoinsieme di agenzie con almeno sei mesi comparabili di dati sia nel 2024 sia nel 2025, gli incidenti segnalati sono scesi del 7 per cento, da 11.404 a 10.606.
L’agenzia federale precisa inoltre che 16.791 organismi di polizia hanno partecipato alla raccolta specifica sui crimini d’odio, coprendo il 95,3 per cento della popolazione. Questi numeri mostrano una copertura molto ampia, ma non totale. La coalizione sottolinea che le aree mancanti corrispondono comunque a milioni di persone e che persino nelle giurisdizioni partecipanti un episodio può non essere denunciato o non essere classificato come crimine d’odio. Il confronto corretto, quindi, non è tra “dati veri” e “dati falsi”, ma tra una statistica ufficiale dei casi riportati e i suoi limiti dichiarati o contestati.
Prevenzione, fiducia e criteri comuni
Le organizzazioni chiedono al Congresso di finanziare nuovamente programmi di prevenzione e risposta, rafforzare il Community Relations Service, migliorare la condivisione statistica da parte delle grandi agenzie e rendere più accessibili i fondi per la sicurezza delle organizzazioni senza scopo di lucro. Propongono inoltre educazione comunitaria, alfabetizzazione mediatica e condanna pubblica della retorica disumanizzante. Si tratta di raccomandazioni politiche dei firmatari, non di misure già adottate.
L’iniziativa è rilevante sul piano interreligioso perché gruppi con identità e priorità differenti hanno scelto di collegare la sicurezza delle rispettive comunità. Il documento non equipara tutte le esperienze né sostiene che ogni categoria abbia subito lo stesso andamento. Chiede piuttosto che la diminuzione dei casi riportati non chiuda l’analisi. Per informare con rigore occorre conservare entrambe le evidenze: l’FBI registra un calo nel campione comparabile; la coalizione avverte che sotto-denuncia, copertura e fiducia possono rendere il quadro meno completo di quanto suggerisca un’unica percentuale.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- Jewish Council for Public Affairs e altre 34 organizzazioni, dichiarazione congiunta sui dati 2025, ottobre 2026
- FBI, Reported Crimes in the Nation 2025, comunicato del 14 agosto 2026
- Religion News Service, resoconto e contesto della dichiarazione, 13 ottobre 2026
Data dei fatti: 13 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
