La Corte di Cassazione vaticana ha annullato la sentenza d’appello del 2024 e disposto un nuovo giudizio per don Gabriele Martinelli. Il provvedimento non è un’assoluzione nel merito.
La Cassazione dispone un nuovo giudizio
La Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano ha annullato la condanna pronunciata in appello nel gennaio 2024 contro don Gabriele Martinelli e ha ordinato che il caso sia nuovamente esaminato. La decisione riapre il procedimento relativo a fatti contestati nell’ex Preseminario San Pio X, struttura per giovani aspiranti al sacerdozio che si trovava entro le mura vaticane.
Il provvedimento processuale non stabilisce che le accuse siano vere e non equivale neppure a un’assoluzione definitiva. Significa che la sentenza d’appello non può restare valida nella forma esaminata dalla Cassazione e che un altro collegio dovrà tornare sulle questioni indicate dai giudici superiori. Le motivazioni complete e il calendario del nuovo processo saranno decisivi per comprendere l’ampiezza del riesame.
Dall’assoluzione del 2021 alla condanna del 2024
Nel 2021 il tribunale vaticano di primo grado aveva assolto Martinelli dalle accuse principali per insufficienza di prove. La sentenza riconosceva elementi relativi a condotte sessuali, ma non riteneva dimostrata la coercizione richiesta per le imputazioni più gravi; per una diversa ipotesi di reato era intervenuta la prescrizione. Il procedimento riguardava rapporti con un compagno poco più giovane durante gli anni trascorsi nel preseminario.
Nel gennaio 2024 la Corte d’appello aveva parzialmente riformato quella decisione, dichiarando il sacerdote colpevole di corruzione di minore e infliggendo due anni e sei mesi. Martinelli non era stato incarcerato perché restava disponibile un ulteriore grado di giudizio. L’annullamento ora riferito dalla stampa cattolica riguarda proprio quella pronuncia e riporta la causa davanti a un giudice di merito.
Tutela delle persone e precisione giudiziaria
Un caso di abuso che coinvolge minorenni e un’istituzione ecclesiale richiede due cautele inseparabili: ascolto e protezione di chi denuncia, insieme al rispetto della presunzione di innocenza e delle garanzie processuali dell’imputato. Finché il nuovo processo non sarà concluso, non è corretto presentare Martinelli come definitivamente colpevole o definitivamente scagionato. Anche l’identità della persona offesa deve restare protetta.
La vicenda ebbe rilievo perché fu il primo processo penale vaticano per presunti abusi sessuali consumati nel territorio dello Stato. La Santa Sede pubblicò nel 2021 il testo della decisione di primo grado; Vatican News documentò poi la condanna d’appello del 2024. Il nuovo sviluppo va letto dentro questa successione di giudizi, non come cancellazione dei fatti contestati o anticipazione dell’esito futuro.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- The Catholic Herald, Retrial ordered for priest accused of abusing boys at Vatican seminary, 22 ottobre 2026
- Vatican News, Vatican Court of Appeal convicts priest for corruption of minor, 24 gennaio 2024
- Sala Stampa della Santa Sede, sentenza di primo grado Martinelli-Radice, 6 ottobre 2021
Data dei fatti: 22 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
