Nell’udienza del 23 ottobre il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina ha portato al Papa gli appelli delle famiglie e ha ringraziato per la diplomazia umanitaria della Santa Sede.
La lista delle famiglie
L’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk ha incontrato papa Leone XIV in Vaticano il 23 ottobre e gli ha consegnato un elenco di centinaia di prigionieri ucraini. Secondo la Chiesa greco-cattolica ucraina, i nomi sono stati raccolti a partire dagli appelli delle famiglie che chiedono informazioni e assistenza per i propri congiunti. L’elenco non è stato diffuso pubblicamente e la consegna non equivale all’annuncio di una liberazione: è una richiesta umanitaria affidata alla mediazione della Santa Sede. Vatican News ha precisato che si è trattato del quinto incontro tra il Pontefice e Shevchuk, segno di un contatto regolare mentre la guerra continua a produrre prigionia, sfollamento e separazioni familiari.
Il ringraziamento per la mediazione
Shevchuk ha ringraziato Leone XIV per l’attenzione riservata alla popolazione ucraina e per gli interventi umanitari sui prigionieri e sui civili. Nel colloquio è entrata anche la crisi di Oleshky, città della regione di Kherson sotto controllo russo, per la quale il Papa aveva chiesto accesso agli aiuti e una tregua locale parlando separatamente con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Il passaggio collega la diplomazia pontificia a domande concrete: cibo, medicine, evacuazioni e scambio di informazioni sulle persone detenute. Non autorizza però ad attribuire alla Santa Sede risultati che dipendono dalle parti in guerra e dai negoziatori statali.
L’inverno e la missione di aiuto
Il capo della Chiesa greco-cattolica ha descritto una situazione aggravata dagli attacchi alle infrastrutture energetiche e dall’avvicinarsi dell’inverno. Ha inoltre richiamato la missione in Ucraina dell’elemosiniere pontificio, cardinale Konrad Krajewski, prevista dal 27 al 30 ottobre con una nuova consegna di aiuti. L’assistenza ecclesiale non sostituisce le responsabilità politiche e militari, ma raggiunge comunità che affrontano interruzioni di elettricità, riscaldamento e acqua. La notizia è distinta dalle precedenti telefonate del Papa su Oleshky: il nuovo fatto è la consegna dell’elenco dei prigionieri e l’aggiornamento diretto offerto da Shevchuk.
La vita della Chiesa ucraina
Shevchuk ha riferito anche sul recente Sinodo dei vescovi greco-cattolici e sulla cura delle vocazioni in tempo di guerra. La Chiesa continua la propria vita pastorale mentre accompagna militari, famiglie, sfollati e comunità colpite. Il contenuto dell’udienza mantiene insieme due livelli che non vanno confusi: da una parte la comunione ecclesiale con Roma, dall’altra un’azione umanitaria che riguarda persone concrete, indipendentemente dall’appartenenza confessionale. La verifica futura decisiva sarà l’eventuale risposta sui prigionieri, da documentare soltanto con conferme delle autorità e delle famiglie.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
Data dei fatti: 23 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
