Una richiesta di perdono non cancella automaticamente le conseguenze di un gesto. Chi ha subito un torto può avere bisogno di tempo, di distanza e di fatti che rendano credibile un cambiamento. La riconciliazione non si impone.
Nel cammino cristiano il perdono non richiede di chiamare bene ciò che è male. Riconoscere una ferita, cercare protezione e domandare giustizia non significa rinunciare alla misericordia. Una relazione può aver bisogno di confini chiari prima di poter trovare una forma nuova.
Per chi ha ferito, il primo passo è smettere di pretendere rassicurazione dall’altro. Si può chiedere scusa senza aggiungere una giustificazione e offrire una riparazione senza esigere una risposta. Pregare significa anche consegnare a Dio l’impazienza di voler chiudere subito una storia che per l’altro è ancora dolorosa.
