Atto di dolore
Preghiera di pentimento con cui il fedele riconosce i propri peccati e chiede perdono a Dio.
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L’Atto di dolore nella formula italiana di uso comune, per l’esame di coscienza e la preparazione alla Confessione.
Durante la Baby Loss Awareness Week, dal 9 al 15 ottobre, i responsabili episcopali per la vita e la famiglia invitano parrocchie e comunità a offrire ascolto, preghiera e sostegno concreto.

Il conduttore legge e commenta la ventesima puntata delle memorie autobiografiche di Don Dolindo Ruotolo dal libro «Fu chiamato Dolindo che significa dolore». Il testo descrive il periodo successivo all'espulsione dall'ordine dei Vincenziani (avvenuta l'11 maggio 1908) e il ritorno alla casa natale a Napoli. Don Dolindo racconta le aspre umiliazioni subite dai familiari, convinti che fosse posseduto dal demonio a causa della sua calma e della sua condotta spirituale, culminate in un esorcismo domestico praticato da Monsignor Andrulli. Il video evidenzia la lettura soprannaturale che il sacerdote dava alle sue sofferenze, considerate una partecipazione ai dolori di Cristo.
Una composizione originale di pentimento, distinta dalle formule tradizionali della Confessione.
Nell’Angelus pronunciato in Piazza San Pietro il 1° gennaio 2025, nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella LVIII Giornata mondiale della pace, Papa Francesco collega la contemplazione del Natale alla responsabilità di costruire riconciliazione. Il Vangelo dei pastori a Betlemme introduce due nuclei: Gesù, presentato come rivelazione dell’amore di Dio che salva, e il cuore di Maria, che custodisce gli avvenimenti e alimenta la speranza. Il richiamo alle madri ferite dalla violenza rende concreta la condanna della guerra e prepara l’invito a gesti gratuiti di pace e perdono. Dopo l’Angelus, Francesco sviluppa il tema della remissione dei debiti nel contesto del Giubileo: dal perdono dei peccati passa alla richiesta di cancellare o ridurre i debiti dei Paesi più poveri. Ringrazia le iniziative ecclesiali per la pace e quanti operano nel dialogo e nei negoziati, ricordando diversi territori segnati dai conflitti. La lettura offre un percorso unitario fra meditazione evangelica, relazioni personali e responsabilità sociale.
Il documento propone un itinerario cristiano sul problema del male e sulla domanda rivolta a Dio da chi soffre. Proveniente da Equipes libanesi, nasce nel contesto di lutti personali, dello tsunami ricordato nell’introduzione e degli avvenimenti del Libano del luglio 2006; la traduzione italiana è datata settembre 2008. Nove capitoli, accompagnati da preghiere e domande per il confronto, conducono dalle diverse forme del dolore alla contemplazione di Gesù crocifisso e risorto, quindi alla responsabilità personale, alla solidarietà e alla testimonianza della gioia. La tesi centrale è che la fede non offra una spiegazione risolutiva della sofferenza, ma riconosca una presenza d’amore capace di accompagnarla e trasformare la risposta umana. Il testo valorizza ascolto, compassione e vita comunitaria, soprattutto delle coppie. Richiede tuttavia una lettura redazionalmente accompagnata: contiene formulazioni teologiche radicali, riferimenti biblici imprecisi e passaggi su depressione, tristezza e ricorso ai terapeuti che rischiano di confondere l’esortazione spirituale con il giudizio sulla fragilità psicologica.
Riflessione esegetica originale sulla comunità di Antiochia: il Vangelo oltre i confini, il discernimento di Barnaba, la formazione e un nome riconoscibile nella vita.
Preghiera originale per le vittime dei delitti, le loro famiglie, i condannati, il personale penitenziario e quanti sono chiamati a proteggere la società.
Parole per riconoscere un torto e cercare una riparazione possibile.
Preghiera originale per genitori e familiari colpiti dal lutto prima, durante o dopo la nascita, e per le comunità chiamate ad accompagnarli.
Mettere davanti a Dio un errore e cercare un gesto sincero di riparazione.
Una traccia originale per accostarsi al sacramento della Riconciliazione con sincerità e fiducia.