Perché stessero con lui: formazione e vocazione in Marco 3,13-15
Riflessione esegetica originale sulla chiamata dei Dodici: prima della missione viene lo stare con Gesù, in una comunità che discerne, forma e invia.
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Invocazione tradizionale con cui il fedele si affida alla custodia dell’angelo assegnato da Dio.
La Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles ha raccolto messaggio pontificio, guida, sussidi e materiali per la celebrazione del 18 ottobre, nel centenario della giornata istituita da Pio XI.
Il sostegno coprirà le rette scolastiche e universitarie di giovani appartenenti a famiglie bisognose. Il progetto, affidato al Dicastero per le Chiese Orientali, collega educazione, permanenza e presenza cristiana in Medio Oriente.
Nell’Angelus pronunciato in Piazza San Pietro il 1° gennaio 2025, nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella LVIII Giornata mondiale della pace, Papa Francesco collega la contemplazione del Natale alla responsabilità di costruire riconciliazione. Il Vangelo dei pastori a Betlemme introduce due nuclei: Gesù, presentato come rivelazione dell’amore di Dio che salva, e il cuore di Maria, che custodisce gli avvenimenti e alimenta la speranza. Il richiamo alle madri ferite dalla violenza rende concreta la condanna della guerra e prepara l’invito a gesti gratuiti di pace e perdono. Dopo l’Angelus, Francesco sviluppa il tema della remissione dei debiti nel contesto del Giubileo: dal perdono dei peccati passa alla richiesta di cancellare o ridurre i debiti dei Paesi più poveri. Ringrazia le iniziative ecclesiali per la pace e quanti operano nel dialogo e nei negoziati, ricordando diversi territori segnati dai conflitti. La lettura offre un percorso unitario fra meditazione evangelica, relazioni personali e responsabilità sociale.
Nell’Angelus pronunciato in Piazza San Pietro il 5 gennaio 2025, papa Francesco commenta il Vangelo di Giovanni presentando Gesù, Verbo fatto carne, come luce che le tenebre non possono vincere. Attraverso gli incontri e le difficoltà narrati nel contesto del Natale, sottolinea un amore divino che raggiunge le persone senza lasciarsi fermare da chiusure, povertà e divisioni. La riflessione diventa un invito concreto: prendere l’iniziativa nella vicinanza a chi soffre, nel perdono, nella compassione e nella riconciliazione, in famiglia e nella società. Il nuovo anno e il Giubileo appena iniziato costituiscono il contesto dell’esortazione a essere messaggeri di speranza. Dopo la preghiera, Francesco saluta diversi gruppi di fedeli e pellegrini, valorizza il lavoro degli insegnanti di religione e rinnova l’appello per la pace. Chiede alla comunità internazionale di tutelare il diritto umanitario e denuncia gli attacchi contro civili, scuole, ospedali e luoghi di lavoro.
La più conosciuta preghiera mariana, composta dal saluto dell’angelo Gabriele, dalle parole di Elisabetta e dall’invocazione della Chiesa.
Nella relazione presentata al 5° Convegno Ecclesiale Nazionale, a Firenze l’11 novembre 2015, Giuseppe Lorizio interpreta il nuovo umanesimo cristiano attraverso il paradigma dell’alleanza. La sua tesi è che la fede in Gesù Cristo non produca soltanto un’etica umanitaria, ma una trasformazione dell’esistenza radicata nell’unione tra umano e divino nel Verbo incarnato. Da questo fondamento sviluppa sette ambiti di responsabilità: il rapporto con la natura, l’alleanza uomo-donna, i legami fra generazioni, la solidarietà fra popoli, il dialogo fra religioni, il rapporto tra cittadini e istituzioni e la fedeltà della Chiesa a Cristo. La riflessione intreccia passi biblici, documenti ecclesiali e riferimenti filosofici con questioni concrete: sostenibilità, dignità delle donne, educazione, lavoro giovanile, migrazioni, partecipazione politica e trasparenza dei beni ecclesiastici. Ne emerge una proposta pastorale che associa accoglienza e denuncia profetica, riconciliazione e conversione. La lettura offre criteri per interrogare le comunità cristiane sulla coerenza tra celebrazione eucaristica, testimonianza e responsabilità sociale.
Il primo libro delle Confessioni, attribuito nella pagina ad Aurelius Augustinus, intreccia preghiera, ricostruzione autobiografica e riflessione morale. L’apertura presenta il desiderio umano di trovare riposo in Dio e interroga il rapporto tra fede, invocazione e conoscenza. Il racconto passa quindi all’infanzia, ricostruita attraverso testimonianze e osservazione di altri bambini, e alla fanciullezza ricordata direttamente: apprendimento del linguaggio, scuola, giochi, punizioni e prime esperienze religiose. Agostino riconosce il valore delle capacità ricevute, ma esamina anche gelosia, disobbedienza, menzogna e ricerca della superiorità. Particolare rilievo assumono il battesimo richiesto durante una malattia e poi rinviato, la critica degli insegnamenti letterari moralmente ambigui e il contrasto tra correttezza grammaticale e rettitudine della condotta. Il libro non respinge il sapere linguistico: ne domanda un orientamento diverso. La conclusione ringrazia Dio per i beni dell’esistenza e individua il disordine nella ricerca di piacere, grandezza e verità nelle creature senza riferirli al Creatore.
Il testo presenta la comunione spirituale come un’unione d’amore con Gesù presente nell’Eucaristia, praticabile anche quando non è possibile ricevere la comunione sacramentale. Ne individua gli elementi nella fede nella Presenza reale, nel desiderio di ricevere Gesù e nel ringraziamento, proponendo la formula attribuita a sant’Alfonso de’ Liguori. La trattazione insiste sulla possibilità di rinnovare questa preghiera in qualsiasi luogo e momento, durante la Messa, nelle occupazioni quotidiane e nelle situazioni di sofferenza o lontananza dalla chiesa. Una vasta serie di testimonianze attribuite a santi e figure spirituali illustra il desiderio di mantenere un rapporto continuo con Gesù Eucaristico. Il registro è devozionale ed esortativo, più che storico o sistematicamente teologico. La lettura offre spunti per la preghiera personale e per una riflessione sulla spiritualità eucaristica; richiedono invece attenzione redazionale le affermazioni sugli effetti della comunione spirituale e il rapporto con quella sacramentale, oltre alle citazioni e agli episodi privi di riferimenti documentari puntuali.
Una sola invocazione può accompagnare una pausa di silenzio o un cammino.
Il documento propone un itinerario cristiano sul problema del male e sulla domanda rivolta a Dio da chi soffre. Proveniente da Equipes libanesi, nasce nel contesto di lutti personali, dello tsunami ricordato nell’introduzione e degli avvenimenti del Libano del luglio 2006; la traduzione italiana è datata settembre 2008. Nove capitoli, accompagnati da preghiere e domande per il confronto, conducono dalle diverse forme del dolore alla contemplazione di Gesù crocifisso e risorto, quindi alla responsabilità personale, alla solidarietà e alla testimonianza della gioia. La tesi centrale è che la fede non offra una spiegazione risolutiva della sofferenza, ma riconosca una presenza d’amore capace di accompagnarla e trasformare la risposta umana. Il testo valorizza ascolto, compassione e vita comunitaria, soprattutto delle coppie. Richiede tuttavia una lettura redazionalmente accompagnata: contiene formulazioni teologiche radicali, riferimenti biblici imprecisi e passaggi su depressione, tristezza e ricorso ai terapeuti che rischiano di confondere l’esortazione spirituale con il giudizio sulla fragilità psicologica.
La tradizionale invocazione a San Michele Arcangelo è consultabile nella raccolta di preghiere di Vatican News, in una pagina dedicata.
Antichissima invocazione alla Madre di Dio con cui i cristiani cercano rifugio sotto la sua protezione.
Nella Messa in Piazza San Pietro il cardinale ha pronunciato l’omelia preparata da Leone XIV, con un invito ad accompagnare le famiglie fragili senza giudicarle.
La sequenza invocativa allo Spirito Santo, legata alla celebrazione della Pentecoste, è disponibile nella raccolta di preghiere di Vatican News.
Invocazione tradizionale allo Spirito Santo per chiedere luce, consolazione e rinnovamento interiore.
Riflessione esegetica originale sull’immagine di Dio e sul mandato di custodire la creazione: la tecnica è responsabilità ricevuta, non misura del valore umano.
Riflessione esegetica originale sulla comunità di Antiochia: il Vangelo oltre i confini, il discernimento di Barnaba, la formazione e un nome riconoscibile nella vita.