L'Imitazione di Cristo · Libro Quarto

Capitolo 14

L’aspirazione ardente di alcuni devoti verso il corpo di Cristo

1. PAROLE DEL DISCEPOLO. «Quanto è grande, o Signore, l’abbondanza della tua dolcezza, che tu tieni in serbo per coloro che ti temono» (Sal. XXX, 20). Quando mi ricordo di certi fedeli che si accostano al tuo sacramento, o Signore, con la più grande devozione ed i più affettuosi sentimenti, mi sento confuso, dentro di me, ed arrossisco di accostarmi al tuo altare ed alla mensa della santa comunione con tanta tiepidezza e freddezza; perché resto così arido e senza nessun affetto nel cuore, perché non sono completamente infiammato d’amore alla tua presenza, Dio mio, e non mi sento attratto e così intensamente commosso, come lo furono tanti fedeli, che non potevano trattenersi dal pianto per il gran desiderio della comunione e per l’amore così sensibile del loro cuore, ma anelavano a te, Dio, fonte vivo, sin dal più profondo del loro essere, con il cuore e con le labbra, non riuscendo a temperare o saziare in altro modo la loro fame, se non ricevendo il tuo Corpo con piena letizia ed avidità di spirito.

2. O vera ed ardente loro fede, che potrebbe servire come argomento dimostrativo della tua santa presenza! Riconoscono veramente, costoro, il Signore «allo spezzar del pane» (Luca, XXIV, 35), perché il loro cuore arde vivamente dal desiderio di avere Gesù come compagno del loro cammino. Spesso questo affetto e questa devozione, questo amore e questo ardore così intenso sono ben lontani da me. Siimi propizio, Gesù buono, dolce e benigno, e concedi al tuo povero mendico, almeno di quando in quando, di sentire un po’ di questo profondo sentimento d’amore per te nella santa comunione, perché si rafforzi la mia fede, si accresca la mia speranza nella tua bontà, e la carità, una volta perfettamente accesa, e gustata la manna celeste, non si spenga mai più.

3. La tua misericordia, però, può anche darmi la grazia che desidero, e visitarmi con la tua clemenza infinita in spirito di ardore, quando verrà il giorno che tu lo vorrai. Difatti, anche se non ardo di un desiderio grande quanto quello dei tuoi più insigni devoti, desidero però, dalla tua grazia, di sentirlo così grande ed ardente; ho il desiderio del desiderio; e prego e desidero di far farte anche io di questi tuoi fervidi amatori e di esser compreso nella loro santa compagnia.

Nota personale

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