LIBERTÀ RELIGIOSA

India, proteste nazionali contro la revisione delle liste elettorali

A Delhi più di cento persone sono state fermate durante una marcia; a Bengaluru la polizia ha imposto la rimozione dei cartelli contro la SIR. Minoranze e fasce povere temono esclusioni.

Redazione Radio TV Pater Nuova Delhi e Bengaluru, Delhi e Karnataka, India2 min di lettura
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A Delhi più di cento persone sono state fermate durante una marcia; a Bengaluru la polizia ha imposto la rimozione dei cartelli contro la SIR. Minoranze e fasce povere temono esclusioni.

Marce e fermi in più città

Il 23 ottobre manifestazioni coordinate in diverse città indiane hanno contestato la Special Intensive Revision, revisione straordinaria delle liste elettorali condotta dalla Commissione elettorale. A Delhi la polizia ha fermato più di cento partecipanti a una marcia diretta verso la sede dell’organismo, secondo l’Indian Express. A Bengaluru una manifestazione con bandiere nazionali si è svolta dopo un intervento dell’Alta corte, ma gli agenti hanno imposto agli organizzatori di rimuovere cartelli e slogan esplicitamente contrari alla SIR. I fermi erano preventivi e non equivalgono a condanne; le autorità hanno richiamato restrizioni su percorsi e autorizzazioni.

Che cosa sta cambiando nelle liste

Reuters ha documentato elettori dichiarati morti o esclusi che cercano di rientrare nei registri. Circa 130 milioni di nominativi sarebbero stati rimossi o contrassegnati nel processo: il numero comprende persone decedute, trasferite, duplicate o non rintracciate e non può essere presentato come una massa di esclusioni illegittime. La Commissione elettorale sostiene che l’operazione serve a ripulire le liste, nega finalità politiche e ricorda la possibilità di presentare documenti e chiedere la reiscrizione. Opposizioni e gruppi civici replicano che procedure e scadenze possono colpire soprattutto chi ha documenti incompleti o vive in condizioni precarie.

Il timore delle minoranze

Il gesuita Cedric Prakash, intervistato da Fides, ha definito le marce un cammino per preservare l’anima democratica dell’India e ha sottolineato il rischio per poveri, migranti interni e minoranze. La sua è una valutazione pastorale e politica, non una prova che ogni cancellazione sia discriminatoria. La questione ha però una dimensione di libertà religiosa quando le difficoltà documentali incidono in modo sproporzionato su musulmani, cristiani, dalit e gruppi tribali. L’appartenenza religiosa non coincide con l’orientamento politico, e la verifica deve confrontare dati disaggregati, ricorsi accolti e motivazioni delle esclusioni.

Trasparenza e ricorsi come banco di prova

La credibilità del processo dipenderà dalla possibilità reale di consultare le liste, ricevere una motivazione, correggere errori e ricorrere senza costi proibitivi. Anche la gestione delle proteste va valutata distinguendo ordine pubblico e diritto di manifestare pacificamente. Il nuovo fatto del 23 ottobre è la trasformazione della contestazione in mobilitazione nazionale, con interventi di polizia e tribunali. Radio TV Pater seguirà i dati ufficiali e le decisioni giudiziarie, evitando sia di accreditare automaticamente le accuse delle opposizioni sia di ridurre a burocrazia le paure concrete delle comunità vulnerabili.

Fonti e documentazione

Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.

  1. Indian Express — Delhi
  2. Indian Express — Bengaluru
  3. Reuters
  4. Agenzia Fides

Data dei fatti: 23 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .

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