LIBERTÀ RELIGIOSA

India, un’inchiesta documenta centinaia di sospetti feriti dalla polizia nei casi sui bovini

In Uttar Pradesh quasi 650 sparatorie dal 2020: il 93 per cento dei 627 identificati è musulmano. La polizia invoca la legittima difesa; i giudici chiedono controlli.

Redazione Radio TV Pater Meerut, Uttar Pradesh, India3 min di lettura
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In Uttar Pradesh quasi 650 sparatorie dal 2020: il 93 per cento dei 627 identificati è musulmano. La polizia invoca la legittima difesa; i giudici chiedono controlli.

I numeri dell’inchiesta

Un’inchiesta dell’Associated Press ha ricostruito quasi 650 casi nei quali la polizia dell’Uttar Pradesh ha sparato e ferito, dal 2020, persone accusate di contrabbando di bovini. I dati sono stati raccolti dal Center for the Study of Organized Hate su episodi pubblicizzati dalla stessa polizia; l’agenzia ha riesaminato un campione di oltre duecento casi. È un’indagine giornalistica, non una sentenza collettiva. Tra i 627 feriti per i quali erano disponibili nomi o altri elementi identificativi, quasi il 93 per cento risultava musulmano. Molti colpi hanno raggiunto le gambe, spesso sotto il ginocchio, secondo una sequenza ricorrente. La proporzione descrive il campione identificato e non dimostra da sola il movente di ogni intervento.

La versione della polizia

Amitabh Yash, alto funzionario della polizia statale, ha dichiarato che gli agenti ricevono l’ordine di sparare soltanto per legittima difesa. Ha negato una direttiva per colpire le gambe e ha detto che esaminerebbe la ricorrenza delle ferite in presenza di una denuncia. Secondo la polizia, la quota elevata di musulmani rifletterebbe la loro presenza nel commercio dei bovini, non una politica discriminatoria. I dati ufficiali indicano che dal marzo 2017 al 13 ottobre 2026 316 sospetti sono morti in scontri con la polizia e 12.890 sono rimasti feriti; tra i morti 110 erano musulmani. Diciotto agenti sono stati uccisi e 1.953 feriti. I numeri non sostituiscono il controllo giudiziario sui singoli casi.

Il richiamo dell’Alta Corte

L’Alta Corte di Allahabad ha criticato in gennaio la frequenza delle sparatorie alle gambe, definendo incompatibile con lo Stato di diritto una pratica divenuta apparentemente ordinaria. In giugno un giudice ha espresso preoccupazione per una cultura di impunità istituzionale. Le procedure richiedono che gli scontri armati siano registrati e investigati. La vicenda ha una dimensione religiosa perché le leggi di protezione della mucca, venerata da molti induisti, colpiscono attività nelle quali sono presenti numerosi musulmani. Ciò non autorizza a identificare l’induismo con la politica dello Stato o i musulmani con il contrabbando. La questione è se l’uso della forza sia necessario, proporzionato e controllato; le accuse di punizione extragiudiziale restano da accertare caso per caso.

Conseguenze e verifiche

Le famiglie intervistate descrivono uomini rimasti disabili e nuclei privati del principale reddito. Alcuni sospetti erano detenuti o nascosti e i parenti hanno chiesto anonimato. Sono testimonianze significative ma non stabiliscono innocenza o colpevolezza; mostrano il costo di ferite inflitte prima di un eventuale processo. La risposta adeguata non è negare le esigenze di sicurezza né accettare automaticamente ogni versione ufficiale. Servono indagini indipendenti, dati pubblici completi, referti forensi e responsabilità quando l’uso della forza risulta illecito. Per la libertà religiosa il criterio è l’uguaglianza davanti alla legge: la venerazione della mucca può ispirare norme democratiche, ma non giustifica trattamenti diversi in base all’appartenenza religiosa.

Fonti e documentazione

Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.

  1. Associated Press – inchiesta
  2. Associated Press – sintesi
  3. Times of India

Data dei fatti: 23 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .

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