Sei ristoratori contestano l’estensione della zona vegetariana entro 500 metri dal santuario induista. Il governo difende la misura in nome del carattere del luogo di pellegrinaggio.
Un contenzioso sul carattere della città sacra
Il 21 ottobre 2026 l’Alta Corte del Gujarat ha esaminato il ricorso di sei ristoratori contro il divieto di preparare, vendere e conservare carne, pesce e uova entro 500 metri dal tempio di Somnath e lungo alcune vie di pellegrinaggio. Il santuario, sulla costa occidentale dell’India, è venerato dagli induisti come il primo dei dodici Jyotirlinga dedicati a Shiva. Il procedimento non riguarda la validità religiosa del luogo, riconosciuta anche dai ricorrenti, ma l’estensione dei poteri amministrativi e l’impatto della misura sulle attività economiche.
Il governo statale ha sostenuto che Somnath, visitata da circa 11,6 milioni di persone fra gennaio e settembre 2026, non può essere trattata come un comune centro commerciale. Secondo la difesa pubblica, la restrizione preserva i percorsi seguiti dai pellegrini e non impone la chiusura dei locali, che potrebbero continuare a servire cibo vegetariano. Sono stati citati precedenti relativi a Rishikesh, Haridwar, Amritsar, Mathura-Vrindavan e altri luoghi religiosi.
Notifiche vecchie e nuove
La controversia nasce da una successione di atti. Una notifica del 2006 limitava già carne, pesce e uova nell’area immediata del tempio; provvedimenti del 2018 e del 2019 avevano definito altre zone e strade. Nel luglio 2026 l’amministrazione ha emanato una nuova notifica, resa definitiva in agosto, che include ulteriori percorsi tra il tempio, Bhalka, diversi incroci e i punti di accesso alla città. Il portale ufficiale del distretto pubblica la notifica permanente del 10 agosto.
I ricorrenti affermano che l’atto del 2026 allarghi la restrizione senza una base legale sufficiente. Il loro avvocato ha sostenuto che la disposizione invocata del Gujarat Police Act disciplina luoghi di spettacolo o di riunione e non trasformerebbe automaticamente ogni ristorante in quella categoria. Ha inoltre osservato che le attività operano da oltre vent’anni e impiegano centinaia di persone.
Una decisione ancora aperta
I titolari hanno depositato firme di residenti e clienti che non si opporrebbero alla continuazione delle attività e hanno contestato quella che considerano un’applicazione incoerente, richiamando la presenza di un porto peschereccio e di industrie ittiche nella stessa zona. Il governo ha invece presentato fotografie e ha descritto la misura come circoscritta ai principali itinerari dei pellegrini, non come un divieto valido per l’intera città.
L’Alta Corte non ha ancora pronunciato la decisione definitiva. È quindi essenziale distinguere il fatto accertato — l’esistenza della notifica e del ricorso — dalle tesi delle parti. La causa mette in rapporto tutela del carattere religioso di uno spazio, potere regolatorio dello Stato e diritti economici, senza autorizzare a presentare una posizione processuale come già accolta dal giudice.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- Distretto di Gir Somnath, notifica permanente sul divieto, agosto 2026
- The Indian Express, resoconto dell’udienza del 21 ottobre 2026
Data dei fatti: 21 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
