Il tribunale di Mombasa condanna il predicatore e 29 collaboratori per la morte di 190 bambini e un adulto. La sentenza distingue un sistema coercitivo dall’insieme delle comunità cristiane keniane.
Il primo verdetto per le accuse di omicidio
Un tribunale di Mombasa ha riconosciuto Paul Mackenzie e 29 collaboratori colpevoli dell’omicidio di 190 bambini e un adulto. La decisione, pronunciata il 19 ottobre dalla giudice Diana Kavedza Mochache, riguarda una parte delle oltre quattrocento persone i cui corpi furono trovati dal 2023 in fosse poco profonde nella foresta di Shakahola, sulla costa del Kenya. L’udienza di mitigazione della pena è fissata al 30 ottobre e la sentenza al 6 novembre.
Mackenzie, fondatore della Good News International Church, aveva negato di aver costretto i seguaci al digiuno. Il tribunale ha invece ritenuto provato un sistema organizzato nel quale insegnamenti apocalittici, autorità religiosa e sorveglianza venivano impiegati per imporre il digiuno fino alla morte. Secondo la ricostruzione accolta dalla corte, i bambini furono colpiti per primi e chi cercava di fuggire o mangiare poteva essere picchiato.
Tre anni di indagini e procedimenti ancora aperti
La scoperta delle fosse comuni iniziò dopo una segnalazione alla polizia nel marzo 2023. Le indagini portarono all’esumazione di oltre quattrocento corpi nel ranch di Chakama, nella contea di Kilifi. Molte vittime non sono ancora state identificate. L’ex responsabile della sicurezza del gruppo accettò un accordo con l’accusa e testimoniò nel processo; altri imputati hanno continuato a dichiararsi innocenti.
Il verdetto del 19 ottobre non chiude tutti i procedimenti. Mackenzie e altri imputati devono rispondere anche di accuse relative a terrorismo, radicalizzazione, tortura di minori e negazione dell’istruzione. Le autorità indagano inoltre su ulteriori morti. È quindi corretto distinguere ciò che la corte ha già accertato dalle imputazioni ancora da giudicare.
Religione usata come strumento di controllo
La tragedia ha aperto in Kenya un confronto sulla mancata prevenzione. Mackenzie era già stato segnalato anni prima per messaggi contro scuola e cure mediche, ma aveva continuato a operare. La Commissione nazionale keniana per i diritti umani ha indicato carenze nelle indagini e nell’azione pubblica; il presidente William Ruto ha riconosciuto che le istituzioni avrebbero dovuto impedire le morti.
Definire il gruppo una setta apocalittica non significa attribuirne le pratiche alle Chiese cristiane del Kenya. La sentenza riguarda persone determinate e un sistema coercitivo specifico. Proprio questa precisione protegge sia le vittime sia le comunità religiose che operano nel Paese senza condividere dottrina, struttura o condotte della Good News International Church.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
Data dei fatti: 19 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
