L’Alta Corte di Lahore ha ordinato di riesaminare l’inchiesta sulla ragazza cristiana rapita nel 2025. Le circostanze sono riferite dai legali della famiglia; il provvedimento non equivale ancora a una decisione finale su custodia e responsabilità.
L’Alta Corte ordina una nuova verifica
L’Alta Corte di Lahore ha ordinato la riapertura dell’indagine di polizia sul caso di Maria Shahbaz, ragazza cristiana che la famiglia afferma essere stata rapita nel luglio 2025, costretta a convertirsi all’islam e data in matrimonio a Shehryar Ahmad, adulto di trent’anni. Il nuovo sviluppo è stato comunicato il 13 ottobre da ADF International, organizzazione legale che assiste la famiglia. Secondo il comunicato, un tribunale distrettuale aveva accolto a marzo la richiesta di chiudere l’inchiesta.
La petizione presentata dalla famiglia sostiene che la polizia non abbia consegnato elementi rilevanti e che l’età della ragazza sia stata alterata su documenti di matrimonio e conversione. Queste sono contestazioni dei ricorrenti e non vanno confuse con accertamenti definitivi. L’ordine di riaprire l’indagine obbliga a riesaminare i fatti, ma non libera automaticamente Maria, non stabilisce da solo responsabilità penali e non conclude la controversia sulla custodia.
Un percorso giudiziario ancora aperto
ADF riferisce che il caso era arrivato nel febbraio 2026 davanti alla Corte costituzionale federale e che una precedente decisione aveva lasciato Maria presso Ahmad senza determinare in modo conclusivo la sua età. A luglio la stessa Corte aveva accettato di esaminare una domanda di revisione. La nuova decisione dell’Alta Corte riguarda invece l’indagine di polizia e rappresenta, secondo i legali della famiglia, la possibilità di acquisire e valutare prove che sarebbero state trascurate.
La formulazione richiede prudenza anche sul nome: alcune fonti internazionali hanno seguito in passato un caso diverso, quello di Maira Shahbaz, rapita nel 2020. Il comunicato del 2026 identifica la ragazza come Maria Shahbaz e colloca il rapimento nel luglio 2025. Radio TV Pater mantiene questa distinzione e attribuisce ad ADF le informazioni che non risultano direttamente consultabili in un testo pubblico della decisione giudiziaria.
La tutela dei minori appartenenti alle minoranze
Il caso si inserisce nel problema dei matrimoni minorili e delle conversioni contestate che coinvolgono ragazze appartenenti a minoranze religiose in Pakistan. La legislazione della provincia del Punjab ha elevato nel 2026 a diciotto anni l’età minima per il matrimonio e richiama i tribunali a mettere al primo posto l’interesse del minore. Sarà dunque decisivo verificare anagrafe, autenticità dei documenti e circostanze in cui furono raccolte eventuali dichiarazioni di consenso.
La libertà religiosa non può essere separata dalla protezione contro rapimento, violenza e matrimonio coatto. Al tempo stesso, un’informazione responsabile non attribuisce a un’intera comunità musulmana le condotte contestate a singoli individui o istituzioni. Il fatto documentabile, in questa fase, è la riapertura dell’inchiesta; le accuse dovranno essere vagliate e la sicurezza della ragazza garantita durante il procedimento.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- ADF International, Pakistani court orders to reopen case, 13 ottobre 2026
- ADF International, scheda del caso Maria Shahbaz
- USCIRF, archivio sul precedente caso Maira Shahbaz, consultato per distinguere le due vicende
Data dei fatti: 13 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
