SANTA SEDE

Penitenzieria Apostolica, Nykiel: la confessione non è psicoterapia ma incontro con la misericordia

Al termine del seminario sulla Riconciliazione, il reggente ha distinto la contrizione dal senso di colpa paralizzante e ha indicato riparazione e conversione concreta come frutti del sacramento.

Redazione Radio TV Pater Roma, Roma, Città del Vaticano2 min di lettura
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Al termine del seminario sulla Riconciliazione, il reggente ha distinto la contrizione dal senso di colpa paralizzante e ha indicato riparazione e conversione concreta come frutti del sacramento.

Due giorni dedicati alla contrizione del cuore

ROMA, ITALIA — La Penitenzieria Apostolica ha concluso il 24 ottobre al Palazzo della Cancelleria il quinto seminario di formazione “Celebrare il sacramento della Riconciliazione”. L’incontro, aperto il giorno precedente dal penitenziere maggiore cardinale Angelo De Donatis, era rivolto in modo particolare ai fedeli laici e ha esaminato la contritio cordis da prospettive bibliche, spirituali, psicologiche e pastorali.

Nel suo intervento conclusivo il reggente, monsignor Krzysztof Józef Nykiel, ha descritto la contrizione come risposta alla misericordia, non come prezzo necessario per ottenerla. Il punto di partenza proposto ai partecipanti non è il disprezzo di sé, ma la consapevolezza di essere amati: soltanto in questa luce, ha spiegato, la persona può riconoscere il male compiuto senza giustificarlo e senza cadere nella disperazione.

Senso di colpa, accompagnamento e riparazione

La distinzione dalla psicoterapia non svaluta la cura psicologica. Nykiel ha contestato piuttosto la riduzione del sacramento a uno sfogo emotivo o a un’analisi autoreferenziale. Il senso di colpa, quando immobilizza la persona nell’idea di coincidere con il proprio errore, può produrre confessioni ripetute cercate soltanto per sollievo. La contrizione cristiana, nella lettura presentata al seminario, apre invece alla responsabilità e a un cammino di ricostruzione.

Da qui l’immagine del confessore non come giudice davanti alle rovine, ma come ministro della misericordia. Il seminario ha legato il perdono alla riparazione esterna: chiedere scusa, restituire ciò che è dovuto e cambiare concretamente condotta verso il prossimo. È un passaggio importante perché impedisce di usare il linguaggio spirituale per sottrarsi alla giustizia o alle conseguenze delle proprie azioni.

Quattro indicazioni per l’esame di coscienza

Nykiel ha raccolto il percorso in quattro indicazioni: partire dall’amore di Dio e non da un tribunale interiore; chiamare il peccato per nome senza ridurre la persona alla colpa; prolungare l’assoluzione nella riparazione; custodire un cuore sensibile alla Parola e pronto a ricominciare. De Donatis, aprendo i lavori sul Salmo 51, aveva analogamente sottolineato che le lacrime non sono da sole misura della conversione.

La notizia riguarda un’attività formativa conclusa e documentata, non una nuova norma canonica né una modifica alla disciplina del sacramento. Radio TV Pater la propone come contributo pastorale della Penitenzieria, mantenendo distinta la competenza spirituale dall’assistenza clinica: quando è necessaria, la psicoterapia resta un percorso professionale con finalità e strumenti propri.

Fonti e documentazione

Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.

  1. Vatican News — Nykiel: la confessione nuova creazione, non sia confusa con la psicoterapia
  2. Vatican News — De Donatis: la confessione richiede cuore contrito e desiderio di conversione

Data dei fatti: 24 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .

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