Il nuovo percorso nel Ghetto amplia gli spazi espositivi e collega tre sinagoghe cinquecentesche, raccontando culto, vita quotidiana e storia della comunità.
Il museo torna accessibile
Il Museo ebraico di Venezia ha riaperto al pubblico il 22 ottobre, dopo sette anni di chiusura e restauro. La cerimonia inaugurale si è svolta il giorno precedente nel Ghetto. Gli spazi espositivi sono passati da circa 1.290 a 1.700 metri quadrati e il nuovo percorso mette in comunicazione tre delle cinque sinagoghe storiche della città.
Le sinagoghe coinvolte sono la Scola Tedesca, la Scola Italiana e la Scola Canton, tutte risalenti al Cinquecento. Il museo, fondato nel 1954 dalla Comunità ebraica di Venezia, conserva oggetti rituali, tessuti, argenti e documenti che raccontano una presenza secolare. La riapertura è un fatto avvenuto, non un progetto ancora in attesa di completamento.
Religione e vita quotidiana
Il nuovo allestimento non limita il racconto alla liturgia. Usi, tradizioni, organizzazione sociale e vita quotidiana sono presentati dentro la storia veneziana, fino alla caduta della Repubblica nel 1797 e oltre. La dimensione religiosa resta essenziale perché gli spazi espositivi sono intrecciati con sinagoghe vive, non ridotte a scenografie museali.
La direttrice Marcella Ansaldi ha indicato come primo obiettivo quello di riportare nel museo anche i veneziani che non lo avevano mai visitato. Ha aggiunto che ridurre anche un solo pregiudizio sarebbe già un risultato. Il vicepresidente della Comunità ebraica, Paolo Navarro Dina, ha parlato della necessità di riannodare i fili con la città in un momento internazionale difficile.
Memoria contro il pregiudizio
Il Ghetto di Venezia, istituito nel 1516, è un luogo nel quale memoria della segregazione e continuità comunitaria convivono. Un museo rinnovato può spiegare entrambe senza trasformare la storia ebraica in unicamente persecuzione: devozione, studio, arti, famiglie e scambi economici fanno parte dello stesso racconto. L’accessibilità educativa dichiarata dal progetto sarà un criterio importante per valutarlo.
La riapertura si collega a due notizie recenti già presenti nell’archivio: l’appello contro l’antisemitismo nelle scuole inglesi e l’incontro di Leone XIV con l’American Jewish Committee. Sono contesti diversi, ma condividono il compito di contrastare stereotipi attraverso conoscenza e relazioni. A Venezia questo lavoro dispone ora di uno spazio più ampio, restaurato e nuovamente visitabile.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- Comune di Venezia, inaugurazione e apertura al pubblico, 21 ottobre 2026
- ANSA, spazi e percorso del Museo ebraico rinnovato, 20 ottobre 2026
- Museo Ebraico di Venezia, sito istituzionale
Data dei fatti: 22 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
